La Nuova Ferrara

Sport

nuovi protagonisti 

Mancosu e Capradossi hanno messo il timbro sulla manita del Mazza

A.D.
Mancosu e Capradossi hanno messo il timbro sulla manita del Mazza

Entrambi protagonisti nel 5-0 rifilato al Pordenone Marco: «Bella situazione». Elio: «La ruota sta girando»

4 MINUTI DI LETTURA





ferrara. Nella cinquina grandi firme rifilata domenica sera al Pordenone, sono arrivati anche gli “autografi” di Marco Mancosu ed Elio Capradossi. Entrambi all’esordio dal primo minuto con la nuova divisa biancazzurra (Mancosu aveva già collezionato minuti subentrando a Pisa), si sono tolti immediatamente una discreta soddisfazione. Celebrata nello show del “Mazza” davanti ai quasi 3000 sostenitori presenti e sotto gli occhi di quei dirigenti che li hanno desiderati, trattati e alla fine portati nella nuova avventura estense.

QUALITà MARCO

Un nuovo capitolo assolutamente significativo per il trequartista ex Lecce, che ieri nel post partita ha manifestato diversi pensieri accompagnato dal suo inconfondibile timbro sardo. «Voglio ringraziare la Spal perché mi ha voluto a tutti i costi. Questa cosa mi ha fatto letteralmente impazzire. Sono qui con grandissimo entusiasmo e carico a mille per vivere l’avventura».

«L’impatto generale? Assolutamente positivo – prosegue Mancosu –, già da Pisa nonostante la sconfitta. L’altra sera al “Mazza” ho vissuto un bello stadio caloroso: anzi, spero possano tornare il prima possibile tutti i tifosi. Nella squadra, anche grazie ai tanti nuovi arrivi, c’è tanto entusiasmo. Credo ci siano tutte le carte in regola per far bene perché il mix del gruppo tra giovani ed esperti è bellissimo».

«Obiettivi? Non dico nulla per scaramanzia, ma penso semplicemente si stia creando una bella situazione».

E ancora: «Se mi parlate di collocazione tattica non posso che dire di essere a disposizione dell’allenatore. Per ora stiamo facendo il 4-2-3-1 e mi sto trovando bene, ma nel caso si cambiasse mi adatterò senza alcun problema». Mancosu non ha specificato di esser il rigorista ufficiale della Spal, ma è inevitabile che nel caso di un tiro dagli undici metri tale specialità della casa possa essere affidata a lui. Che qualcuno (anche pesante) il carriera l’ha recentemente sbagliato, ma che ha da sempre un evidente feeling con il dischetto (le percentuali realizzative sono altissime). Poi ecco Mancosu su mister Clotet e sul presidente Tacopina: «Il mister propone di giocare un calcio molto bello. A me personalmente viene proprio voglia di correre e di divertirmi perché da giocatore offensivo ho assoluto piacere nello sviluppare per creare tante occasioni. Ovviamente dobbiamo ancora capire alcune cose ma siamo sulla strada giusta con la mentalità che serve per arrivare ai risultati».

«Per quanto riguarda il presidente – sottolinea il fantasista –, la sua figura è stata molto importante. Mi ha scritto prima di venire qui, mi ha motivato e ha un entusiasmo che è veramente contagioso. Un fattore molto importante per questa piazza». Infine un commento sulla città di Ferrara: «Mi ritengo fortunato perché vengo da Lecce che è una città stupenda e anche questa è molto bella. Sono un po’ spiazzato nel girare in bicicletta, una cosa che non mi era mai capitata in passato (ride; ndr). Ho con me mia moglie e mia figlia: penso che a Ferrara staremo benissimo».

SOLIDITà ELIO

Capradossi è un giocatore che il direttore Tarantino ha fortemente voluto in biancazzurro anche per la stima (dentro e fuori dal campo) nata negli anni di Roma. «Sono molto contento di essere qui – dice il difensore -, voglio fare una grande stagione. Ho trovato una grande società, qui c’è un bel gruppo nel quale mi sono inserito subito bene. Le basi per fare bene ci sono tutte. Il debutto? Non potevo chiedere di più, la squadra ha fatto una grandissima prestazione poi sono stato anche fortunato ad aver trovato il gol. Forse la ruota del mio destino calcistico sta anche un po’ girando dalla mia parte dopo gli ultimi difficili infortuni che hanno fatto parte del mio percorso».

«Quella rete – racconta il neo spallino – forse è stata un piccolo segnale in questo senso: l’ho scritto anche a mio padre dopo la partita». Capradossi e Vicari si pone come una delle coppie più interessanti di tutta la cadetteria: «Da avversario Francesco è uno che ho sempre apprezzato e stimato. E’ un ragazzo semplice e calcisticamente mi ha già messo nelle condizioni ideali per far bene».

Anche Capradossi ha speso qualche parola per il mister: «Mi trovo molto bene con le sue metodologie di lavoro, mi piace la mentalità che cerca di trasmettere alla squadra. Anche a noi difensori chiede aggressività e capacità nell’essere pronti a contrastare le ripartenze altrui oltre che a predisporsi sempre per giocare la palla». E infine su Joe Tacopina: «Il presidente è una figura importante. La sua vicinanza alla squadra è un grande segnale per noi. Ci tiene molto».

A.D.

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google