Tutta la Dribbling saluta “Fosco” «Non camminerai mai solo» Il cordoglio per la morte di Foscardi
FERRARA. Fabrizio “Fosco” Foscardi è mancato domenica a 57 anni. Era da solo, in casa. In pochi sapevano che era malato, molto gravemente. Anzi, aveva comunicato che avrebbe ricominciato a seguire una squadra alla Dribbling. Ma, si era raccomandato, voleva partire dai più piccoli e seguirli. Poi due sere fa, i vicini si sono resi conto che era successo qualcosa.
Fabrizio, che abitava solo dalla morte della madre, pochi mesi fa stava male. E l’altro giorno i soccorsi sono stati purtroppo inutili. Da calciatore era cresciuto nell’Etrusca, società fondata e lanciata dal padre.
Foscardi era arrivato anche a buoni libelli nel calcio dilettantistico. Era un formidabile attaccante, dotato di tiro preciso e poderoso, fenomenale nei calci da fermo. Una volta terminata l’attività di calciatore si è lanciato in quella di allenatore, soprattutto nelle giovanili. Con i ragazzini era veramente eccezionale. E per 17 anni è stato una delle anime della Dribbling, insieme a Paolino Marchesini e a un altro grande personaggio che purtroppo è venuto a mancare come Massimo Malagutti.
Proprio Paolino Marchesini, collaboratore, mentore, amico di una vita, ci racconta di “Fosco”.
«Era stato male, ma lo aveva rivelato solo dopo essere stato operato. Aveva assicurato che, per la nuova stagione, lui ci sarebbe stato. Sembrava che un’operazione avesse risolto tutto, nemmeno due mesi fa. Alla riunione per il nuovo anno sportivo non era venuto, non stava bene; ma si era messo in contatto per gli indispensabili accordi. “Ci vediamo al campo” mi disse. Purtroppo non ci vedremo. Purtroppo...».
«Ci mancherà. Era una grande persona, sempre disponibile, sempre attento: tra i primi ad arrivare e sempre presente. Una persona fantastica. Io, e tutti noi della Dribbling, avremmo voluto essere con lui nel momento finale, aiutarlo, sostenerlo... E saremo con lui al momento dell’ultimo viaggio. Non aveva famiglia, non aveva parenti. Ma lui per noi c’era e noi ci saremo e ci saremmo stati per lui, sempre».
«Proprio per la mancanza di parenti - chiude Marchesini -, ci occuperemo noi del percorso dei funerali, che non sono ancora stati fissati. Per l’ultimo percorso, per l’ultimo cammino, credo ci sia solo una cosa da dire: “Non camminerai mai solo”. Saremo tutti insieme a lui».
A.B.
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