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Per la Top Secret è già boom di tessere Leka: e il gruppo cresce

L.M.
Per la Top Secret è già boom di tessere Leka: e il gruppo cresce

Primo giorno di apertura dei botteghini e analisi dopo le amichevoli 

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FERRARA. Al di là di ogni più rosea aspettativa. Che cosa hanno detto i due test contro le formazioni di Serie A Pesaro e Treviso?

La Top Secret marcia spedita, pur con qualche acciacco e con ampissimi e ovvi margini di miglioramento. Coach Spiro Leka ha di che essere soddisfatto, alla vigilia dei prossimi appuntamenti, non solamente agonistici. Venerdì mattina, alle ore 11.30, squadra e staff saranno presentati a palazzo Naselli Crispi, mentre sabato, alle ore 18, è fissato il terzo test stagionale: questa volta a Mantova contro gli Stings, che ieri hanno abbracciato l’ex biancazzurro Benianimo Basso. Il pivot, dopo aver salutato il Kleb, si è aggiunto alla colonia di ex ferraresi a Mantova (Cortese e Mastellari gli altri due).

«Andiamo meglio del previsto – sentenzia coach Leka -, con solamente nove giorni di lavoro siamo arrivati a essere competitivi; nonostante contro Treviso fossimo senza Fabi (guai alla schiena; ndr) e con qualche giocatore (Panni e Filoni; ndr) che ha avuto dei problemi durante il match. Vedo gente che ha voglia di sacrificarsi, di passarsi il pallone e di difendere».

Work in progress. «Ancora siamo nella fase dei lavori in corso - approfondisce la riflessione Leka -: ancora dobbiamo caricare, qualcuno è più indietro e deve spingere di più. Mettendo aggiunte a livello tecnico-tattico. Una buona parte dei giocatori inizia a prendere una buona forma, anche se ora le gambe sono un po’ pesanti, vedi Filoni contro Treviso che, dopo poco più di 10’ di utilizzo, ha dovuto fermarsi: è stato un handicap. Siamo in linea con la tabella di marcia che abbiamo programmato con lo staff fisico, questo fa ben sperare per continuare a crescere. Da oggi ricominciamo ad allenarci, pronti a riprendere la marcia».

«Il gruppo è affiatato – ha chiuso il coach -, qualcuno deve capire in fretta che certe cose non si fanno: fuori dal parquet il gruppo è pure troppo affiatato, in campo ci sono ancora dei margini di miglioramento. Nel senso dell’atteggiamento e delle correzioni, ognuno deve fare la propria parte, ricordandosi che un giocatore deve fare il giocatore».

L.M.

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