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Italia Paralimpicissima 58 volte sul podio, uguagliato il record dei Giochi di Seul 1988

Fantastico oro della staffetta di handbike che fu di Alex Zanardi Altre medaglie dal nuoto e dall’atletica. Vezzali: siamo nella storia

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TOKYO. L’Italia paralimpica non si ferma più: la nostra spedizione è arrivata a quota 58 medaglie alle Paralimpiadi di Tokyo, di cui ben 13 d’oro, eguagliando già dopo la nona giornata il record assoluto che era stato stabilito ai Giochi di Seul del 1988.

«È storia! Record di medaglie a Tokyo 2020 per l’Italia paralimpica – ha twittato la sottosegretaria allo Sport, Valentina Vezzali – un altro storico risultato in questa straordinaria estate». Il primo oro di giornata è arrivato dalla staffetta azzurra dell’handbike H1-5, la specialità di Alex Zanardi. Paolo Cecchetto, il veterano del terzetto italiano, Luca Mazzone, già oro cinque anni fa nella stessa gara, e Diego Colombari, il più giovane della squadra, sono stati autori di una prestazione impeccabile sotto l’aspetto tecnico e tattico.

Stefano Raimondi ha vinto l’argento nei 100 dorso della categoria S10. Il nuotatore italiano ha toccato per secondo in 59”36 alle spalle dell’imprendibile ucraino Maksym Krypak. Francesco Bettella ha conquistato il bronzo nei 50 dorso della categoria S1 mentre Luigi Beggiato ha conquistato la medaglia di bronzo nei 50 stile libero categoria S4 in 38”12.

Altri due argenti sono arrivati dall’atletica e dal tiro con l’arco. Martina Caironi si conferma vicecampionessa paralimpica nel salto in lungo della categoria T63. In una gara caratterizzata da pioggia a da una temperatura attorno ai 19-20 gradi, l’azzurra è giunta seconda con 5, 14 metri, misura saltata al quinto tentativo. L’oro è stato conquistato da Vanessa Low, 31 anni australiana nata in Germania.

Vincenza Petrilli invece è la nuova vicecampionessa paralimpica del tiro con l’arco ricurvo classe open categoria W2. Allo Yumenoshima Field di Tokyo la trentunenne arciera calabrese di Taurianova è stata sconfitta in finale con il punteggio di 6-5 dall’iraniana Zahra Nemati, 36 anni di Kerman, stella della specialità essendo stata campionessa paralimpica individuale a Londra 2012 e Rio de Janeiro 2016.

Il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, ha chiesto più attenzione per il movimento paralimpuco azzurro. «Siamo oltre quota 50 medaglie – ha twittato – eppure troppo silenzio e timidezza sullo straordinario risultato delle atlete e degli atleti italiani alle Paralimpiadi. Rispetto alle Olimpiadi dovremmo dedicare loro stessi riconoscimenti, stesso entusiasmo, stesse attenzioni e stessa gioia».

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