Con questo Latte Lath sono possibili tante soluzioni Anche la formula 1+2
Ieri l’attaccante ha segnato tre gol, ma la riflessione è frutto di una prova (non la prima) ricca di tanti altri messaggi
ferrara. Tre gol, in un tempo, non sono impresa banale. Nemmeno in amichevole. Ieri, nel test col Rimini, tale performance è stata ascritta a merito di Emmanuel Latte Lath, a segno al 12’, al 26’ ed al 42’ della ripresa: in pratica, una rete ogni quattordici minuti (o giù di lì), per lui che era andato a segno anche in campionato contro il Pordenone. L’ex atalantino è stato il migliore in campo, per distacco. Ma non lo diciamo alla luce della tripletta, che pure ha un suo spessore soprattutto quando si parla di un attaccante, bensì per la prestazione nel suo insieme: Latte Lath è entrato dopo l’intervallo come se dovesse giocare una finale di Coppa del Mondo. Determinato, ficcante, mobile, assiduo nel pressing. Ma in luce anche e soprattutto per altre cosettine: bravo a farsi vedere, bravissimo nel primo controllo, prezioso sia per creare spazi che per sfruttarli, pronto al dialogo come alla finalizzazione, capace di segnare in modi diversi ed anche di propiziare indirettamente le rete di Piscopo dopo aver costretto il portiere riminese a opporsi.
Latte Lath è un giovane (classe ’99, come da numero di maglia) vecchio, visto che naviga nel mondo professionistico già da cinque stagioni, durante le quali ha anche svangato nel guano di una serie C da cui, soprattutto quando si finisce in squadre di minor espressione, spesso è impossibile riemergere. Invece, eccolo qui. Alla Spal. Già convincente in occasione degli spazi concessigli in precedenza, e andato sempre più in crescendo. Esplosivo, rapido, non dà punti di riferimento ed in area sa essere mortifero. Può giocare attaccante esterno nel 4-2-3-1 di Clotet? Può. Ma sarebbe uno spreco. Perché l’ivoriano ha qualità che vanno sfruttate più centralmente, più verso la porta avversaria. Non solo come prima punta, ma anche come partner di un centravanti. Latte Lath possiede caratteristiche di complementarità, non dà riferimenti, non è statico, sa prendere la profondità.
Visto sempre più all’opera, Latte Lath ti mette in testa un’idea meravigliosa: se Clotet a Brescia ad un certo punto ha giocato con Bjarnason dietro ad Aye e Donnarumma, alla Spal non potrà farlo con Mancuso alle spalle di Colombo ed un’altra punta?
P.N.
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