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stasera gli azzurri (ore 20.45) 

Mancini: «Ora tre partite solo da vincere» E con la Lituania rivoluziona la formazione

Wainer Magnani
Mancini: «Ora tre partite solo da vincere» E con la Lituania rivoluziona la formazione

Partita decisiva: in attacco Raspadori, a centrocampo giocheranno Sensi e Pessina, novità anche per la difesa

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Wainer Magnani

rEGGIO EMILIA. Il ct azzurro Roberto Mancini ha le idee chiare sulla sfida che l’attende stasera (ore 20.45) al Mapei Stadium Città del Tricolore contro la Lituania e sull’obiettivo da cogliere in futuro. «Vinciamo tutte e tre le partite a iniziare dal match con la Lituania – rimarca – e abbiamo in tasca la qualificazione al Mondiale». L’Italia stasera ha un solo obiettivo e Mancini lo ripete: «Dobbiamo vincere. Se vinciamo recuperiamo punti. Si può arrivare alla differenza reti a pari punti, ma abbiamo tre partite, se le vinciamo tutte e tre siamo qualificati».

Il ct azzurro conosce le difficoltà implicite in una partita da vincere a ogni costo. «Non sarà semplice, la Lituania è una squadra molto fisica, si metteranno dietro. Sta a noi cercare di sbloccarla presto e poi vedere come va».

Sulla formazione, tuttavia, il ct non si sbilancia. E non lo fa nemmeno sulla possibilità di schierare un tridente con il falso nove. «Abbiamo tutte la possibilità, dobbiamo valutare la stanchezza dei giocatori, siamo a inizio stagione. Non possiamo essere brillanti, ci vogliono giocatori freschi».

Mancini lascia intendere che ci saranno novità di formazione, ma fa una premessa sulla possibilità di cambiare tutti i sei giocatori che hanno disputato le due precedenti partite. «Dipenderà dalle condizioni fisiche dei ragazzi. Tutti quando c’è da giocare sono pronti anche se sono stanchi. Affrontiamo squadre che hanno già nove o dieci partite nelle gambe, il gap fisico può esserci, dipenderà dalle condizioni dei sei». Al centro delle attenzioni c’è la situazione di Ciro Immobile, criticato dai media per il suo rendimento. «Non ho letto i giornali – taglia corto Mancini – Non li leggevo neanche durante gli Europei. Non mi preoccupo molto e nemmeno Ciro deve esserlo. Lui così come tutti gli altri si devono ricordare di quel che sono. Mi sembra di tornare al periodo Balotelli». A livello psicologico Mancini rassicura: «Stanno benissimo, hanno vinto gli Europei. I ragazzi devono giocare tranquilli. Il calcio è questo, a volte la palla non entra. In Italia siamo abituati a dover trovare per forza il colpevole, è una nostra indole e dobbiamo isolarci da questo. Magari Ciro al Mondiale ne segna 8 e ci fa vincere la Coppa». Il ct difende quindi Immobile a spada tratta. «Ciro è sempre stato titolare, in queste ultime due partite in una è andato vicino al gol, in una ha preso il palo. Ci sono dei momenti per un centravanti in cui la palla non entra. Non vedo un grande problema sinceramente, è un momento così. Ma bisogna stare tranquilli». E poi, sul gruppo: «Jorginho dice che solo noi crediamo in questa nazionale? È già qualcosa – ironizza Mancini – Nessuno, neanche i miei amici, credevano nell’Italia tre anni fa. La sorte ci è stata vicina all’Europeo, ora ci è meno favorevole. Dispiace aver perso quattro punti contro Bulgaria e Svizzera che non avremmo meritato di perdere. Ma possiamo vincere le prossime tre e recuperare punti». Bocca cucita, in ogni caso, sull’undici in campo, sebbene qualche ammissione se la lasci scappare: «La formazione non la so neppure io – sottolinea – ci dobbiamo ancora allenare. Abbiamo tante soluzioni, dobbiamo solo valutare la stanchezza dei giocatori, perché alcuni hanno giocato due partite in quattro giorni. La stagione è appena cominciata, i ragazzi vengono dall'Europeo, è normale che non ci sia brillantezza. Ci vogliono anche giocatori freschi. Sensi sta bene, dopo il problema a inizio settimana, e quindi lo abbiamo tenuto a riposo. Ora si è ripreso e potrebbe essere della partita. Stessa cosa Bernardeschi. Pessina? Valutiamo, Barella ha giocato due partite ed è diffidato. Chiaro che Matteo è il suo sostituto naturale. Se potessi non li toglierei, dipenderà dalla condizione fisica anche se tutti i giocatori, seppur stanchi, sono pronti a giocare dall'inizio».

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