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Spal, comincia il “vero” campionato. Contro il Monza un esame da grande

Spal, comincia il “vero” campionato.  Contro il Monza un esame da grande

Oggi alle 14 al “Mazza” sfida alla super favorita. Si cercano altri passi in avanti. Possibile che giochi Latte Lath dall’inizio

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Partitona, partitissima. Di quelle che danno gusto. O, almeno, l’attesa, le aspettative, le emozioni - a priori - vanno in tal senso. Oggi sul fare delle 14. Stadio “Paolo Mazza”. Terza di campionato. Seconda consecutiva in casa (con l’intervallo del turno di sosta) per i biancazzurri. E confronto con il big Monza, quello che dovrebbe spaccare tutto, per potenza societaria e mercato milionario. Poi, il campo – si sa – spesso fa i dispetti (o, forse, determina secondo logica). Comunque sia: per la Spal è un test di quelli super, super, super probanti. E, in un certo senso, può rappresentare il vero inizio del campionato, con la pausa alle spalle, il mercato finito, gli organici completati.
A proposito: la pausa è servita per lavorare. Per integrare i nuovi. Per quanto le Nazionali non abbiano agevolato, visto che Colombo e Da Riva in pratica non ci sono stati, o molto poco. La squadra di Pep Clotet nel suo processo di assemblaggio è andata sempre crescendo. China ascendente per condizione, mentalità, gioco, efficacia. Il tutto tradotto da cifre eloquenti, basti pensare alle iniziali difficoltà di realizzazione (con la Cremonese in amichevole, a Benevento) alla capacità di creare occasioni (a Pisa) e poi di produrne a iosa e di ottimizzarle (i 5 gol con il Pordenone, ed anche i 6 nel test col Rimini). Questione di progressi, appunto. La squadra è come una carta assorbente del messaggio clotetiano. In più certi aggiustamenti: il trequartista vero (se poi è di sublime qualità come Mancosu…), i meccanismi, certe individualità. Per dire: D’Orazio col Pordenone non ha segnato, ha avuto chances che ha un po’ “accartocciato” ma in un tempo (il primo), è andato dentro, ha tagliato, ha tirato più di Di Francesco in dieci mesi. Poi, chi vivrà vedrà.
E oggi? Eh, “sur le papier” è favorito il Monza. Però il fascino della gara sta nel giocarsela. Con le proprie caratteristiche. Intensità, verticalità, ritmo, pressione, combinazioni offensive. Se riuscirà ad esprimerle, assicurandosi al contempo di mantenere equilibrio e di non concedere (troppi) spazi ai brianzoli, allora la Spal potrà dire la sua. In ogni caso avremo un metro di valutazione per misurare un po’ di più, un po’ meglio, il potenziale dei biancazzurri, il loro grado di competitività, i margini di crescita, le possibili prospettive. Il Monza farà da cartina di tornasole.
Poi ci sono le sfumature tattiche. La curiosità di vedere come la Spal verrà a capo del possibili uomo in meno a metà campo, se i rispettivi moduli verranno confermati. O se sarà il Monza a dover trovare contromisure all’atteggiamento spallino. Ce n’è assai per spargere gustoso condimento nel piatto del match odierno.
Capitolo formazione. Chi giocherà?
Per Clotet le possibilità sono infinite, o quantomeno numerose. Diciamo che dovrebbero essere confermati modulo e (quasi tutti) interpreti che hanno asfaltato il Pordenone. Ma intimamente un margine di dubbio lo nutriamo, pur se l’allenatore non dovrebbe cambiare proprio in un’occasione del genere e dopo tutti i segnali ricevuti nelle scorse settimane. La novità semmai potrebbe essere Latte Lath dall’inizio, dopo gli esplosivi ingressi con Pordenone e Rimini. Non è un esterno tipico, è più punta, ma può fare bene, per mille ragioni: potenza, scatto, pressing, capacità di andare negli spazi, in mezzo, battere a rete.

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