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Duran nella storia, ma pensa solo al futuro «Portare tre miei ragazzi al titolo tricolore»

Lorenzo Montanari
Duran nella storia, ma pensa solo al futuro «Portare tre miei ragazzi al titolo tricolore»

Il ring è da sempre la casa di Massimiliano che è appena stato inserito nella Hall of Fame del pugilato italiano 

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in vetrina

Bellissima soddisfazione personale per Massimiliano Duran, che è stato inserito nella Hall of Fame del pugilato italiano: sicuramente un riconoscimento importante. «Devo dire che è stata una gran bella notizia - dice “Momo” -, anche perché significa rimanere nella storia del pugilato italiano come uno dei migliori pugili di tutti i tempi. Fa ovviamente piacere, a maggior ragione perché è un lavoro fatto con passione e, se riesci a ottenere questi riconoscimenti, è importante».

Il presente

«Adesso sono molto più concentrato sulla mia attuale carriera, quella passata mi ha dato tante cose: ora però vorrei riuscire ad arrivare ad avere dei riconoscimenti per quello che sto facendo in questo momento. Il mio obiettivo è portare altri tre ragazzi alle soglie del titolo italiano, risultato davvero molto importante e ottimo pure dal punto di vista organizzativo. Lunedì prossimo parteciperò all’asta per Emanuele Venturelli, mentre venerdì 24 per il titolo di Daniele Zagatti».

«Dal punto di vista organizzativo sarà sicuramente molto impegnativo, perché queste aste poi vanno vinte. Si devono fare i conti per bene, contemporaneamente dico che vorrei portare a Ferrara questi titoli: i ragazzi se lo meritano, come del resto lo meritano i tifosi che ci hanno sempre seguito. Finalmente si ritorna ad avere i titoli, combattimenti che hanno un senso ancora maggiore rispetto a quelli che hanno avuto in precedenza. Questo è un traguardo molto importante, che se riusciamo ad afferrare potrebbe aprirci molte altre porte. Devo dire che in questi giorni sono un po’ di tensione».

Due carriere

«Chiunque ha fatto sport dirà che l’ha fatto per la città. Penso che prima di tutto lo fai per te stesso, questa è la verità, poi ti fa tantissimo piacere avere i tifosi e portare avanti la città in cui sei nato, ma quando tu hai una competizione come un titolo, prima di tutto lo fai per te stesso, vuoi vincere per te stesso, poi per tutti gli altri. Il lavoro che sto facendo ora è molto più complicato dal punto di vista di promozione, come del resto di rifiuti che possono pure farti male. Lavoro legato alla credibilità che ti sei conquistato negli anni. Quando vai a parlare con un imprenditore, questo ti guarda in faccia e capisce se tu stai offrendo qualcosa, che deve essere qualcosa che poi puoi mantenere. Insomma, devi essere credibile e dare quello che hai promesso».

energie

«Poi – ha chiuso Duran – c’è tutto il discorso dell’allenatore, che a parte l’organizzazione è la mia priorità. Per il momento le energie mi assistono, quindi posso continuare a fare l’allenatore fino ad un certo livello. Riuscissi a portare a Ferrara i titoli di Musacchi, Venturelli e Zagatti, sarebbero circa 55 titoli nei quali sono stato all’angolo: bella soddisfazione, non è roba da poco, anche perché sono tutti ragazzi che ho allenato personalmente. Portarli al titolo è per me un bel risultato. Facendo questo lavoro ho preso rischi enormi, a livello personale ho avuto il coraggio di rischiare, questo aspetto deve essermi riconosciuto. Ho rischiato puntando sui ragazzi, cercando di portarli avanti. In questo momento sono legato agli sponsor e ai ragazzi in palestra, che devono fare ciò che chiedo loro».

Lorenzo Montanari

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