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Tarantino e Zamuner spiegano la nuova Spal

Tarantino e Zamuner spiegano la nuova Spal

I direttori in piazza a “Ponte in Festa”: «Politica sostenibile con l’obiettivo di creare capitale, economico e sportivo»

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ferrara. Viavai di volontari, le cucine di don Bedin a funzionare “a mille”. Tavoli affollati. Un successone, Ponte in Festa, ormai consolidato appuntamento settembrino organizzato dalla Parrocchia di Pontelagoscuro e dalla locale società di calcio, col patrocinio del comitato Vivere Insieme (presieduto da Paolo Paoli), nella cornice della pontesana piazza Buozzi. Tra le tante iniziative, non poteva mancare quella dedicata alla Spal, con una serata a tema. Ospiti i direttori Massimo Tarantino e Giorgio Zamuner, che giovedì sono saliti sul palco di Ponte in Festa, accompagnati dal responsabile della comunicazione spallina Enrico Menegatti. A fare gli onori di casa, Luca Popolo (presidente del Pontelagoscuro Calcio) e Simone Mori, rappresentante dell’organizzazione degli eventi.

Temi di attualità. In primis l’arrivo (lunedì) di Nikola Ninkovic (talentuoso fantasista serbo, svincolato), per un periodo di valutazione. «Vogliamo approfondire la conoscenza di Ninkovic - ha detto Zamuner - verificandone le condizioni (è reduce da una lunga inattività a seguito prima della rottura con l’Ascoli e poi del grave incidente automobilistico dell’autunno scorso; ndr) e la capacità di entrare in sintonia con un gruppo omogeneo ed affiatato. Se le risposte in tal senso saranno positive, è chiaro che Ninkovic rappresenterebbe un plus a disposizione di mister Clotet». «Il potenziale di Ninkovic - ha aggiunto Tarantino - è superiore alla categoria, ma per una serie di motivi non è riuscito ad esprimerlo compiutamente. Come Spal ci piace l’idea di capire se Ferrara può essere il palcoscenico giusto per Ninkovic, e per noi l’opportunità per creare valore. Valuteremo con calma».

Quanto alle potenzialità di questa Spal che piace, Zamuner ha rimarcato: «Dopo aver abbassato il monte ingaggi e creato una squadra giovane, l’obiettivo è quello di gettare le fondamenta per consentire alla proprietà di aumentare gli investimenti negli anni a venire. Il gruppo c’è, ha argomenti importanti, ma non va perso di vista l’obiettivo prioritario del mantenimento della categoria. Poi tra due o tre mesi ne sapremo di più sulle prospettive, di certo riteniamo di poter regalare altre soddisfazioni alla tifoseria». «La proprietà - ha chiuso Tarantino - vuole perseguire un calcio sostenibile che garantisca continuità al club, valorizzando i giovani e creando capitale economico e sportivo. Cercheremo talenti in Italia e all’estero, o giocatori non di spicco per le big ma che potrebbero esserlo per noi. E mi preme sottolineare che Clotet è l’allenatore ideale per la filosofia della società. Io sono arrivato un po’ dopo, il merito della scelta di Pep è di Zamuner. È il mister perfetto».

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