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Portuense, così non va Grande potenza tecnica ma poca concretezza

Alessandro Bassi
Portuense, così non va Grande potenza tecnica ma poca concretezza

Ko interno con il Trebbo nonostante un netto predominio Troppe imprecisioni alla conclusione e vano 1-2-7 finale 

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portomaggiore. Una bella vittoria esterna. Poi - per la Portuense - una gara casalinga difficile, che si è chiusa con un sconfitta. Una semplice battuta d'arresto, a voler analizzare bene la situazione. Certo, si vorrebbe sempre vincere, e quella con il Trebbo, per supremazia territoriale e superiorità di gioco, a ben vedere era una di quelle gare che c'era da arrabbiarsi a pareggiare, figuriamoci a perdere.

Detto questo, andiamo a verificare le buone cose e le cattive cose viste al “Bellini” domenica scorsa. Di veramente negativo, a parte un paio di distrazioni difensive che sono costate o avrebbero potuto costare caro, solo una cosa: la mancata cattiveria nelle conclusioni a rete. Attenzione: non è che non ci siano state le conclusioni, ma in certi momenti sembrava che i rossoneri cercassero il passaggio smarcante o definitivo, invece di concludere. Va comunque detto che c’è stata comunque una decina di conclusioni, non precise magari, ma quando crei tanto, costruisci molto e vai spesso al tiro, prima o poi un gol lo fai. Il dato di fatto (ma le squadre di Baiesi, se possibile, sono sempre decisamente offensive) è che questa squadra può giocare a due o tre punte, un attacco a quattro con punte centrali ed esterni alti. Nel finale, i rossoneri hanno proposto una sorta di 1-2-7, che ci rendiamo conto essere un tentativo di raddrizzare la partita e non una scelta strategica del tecnico.

Cose positive? A noi è piaciuta molto la catena Sow-Karapici, con Filippi largo a destra e lo spazio per gli inserimenti a sinistra. Il centravanti arretrava e smazzava assist sistematicamente come un centro in post basso del basket. Lanci filoguidati, tagli precisi, inserimenti di Karapici potenzialmente letali. Ed un Filippi imprendibile. E nella ripresa nemmeno male il giovane Piccinardi, anche se non troppo preciso... Tutto sommato bene anche Folegatti davanti alla difesa: si perde la capacità di inserimento (demandata a Karapici) ma ordine e geometria. In definitiva una partita che poteva essere più positiva sul piano tecnico-tattico, ma che ha dimostrato il valore e la potenza tecnica della Portuense. Naturalmente, ora, si deve partire da questo e considerare che saranno molte le squadre che giocheranno, specie al “Bellini”, estremamente chiuse e pronte alla ripartenza lunga.

Alessandro Bassi

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