Portuense, così non va Grande potenza tecnica ma poca concretezza
Ko interno con il Trebbo nonostante un netto predominio Troppe imprecisioni alla conclusione e vano 1-2-7 finale
portomaggiore. Una bella vittoria esterna. Poi - per la Portuense - una gara casalinga difficile, che si è chiusa con un sconfitta. Una semplice battuta d'arresto, a voler analizzare bene la situazione. Certo, si vorrebbe sempre vincere, e quella con il Trebbo, per supremazia territoriale e superiorità di gioco, a ben vedere era una di quelle gare che c'era da arrabbiarsi a pareggiare, figuriamoci a perdere.
Detto questo, andiamo a verificare le buone cose e le cattive cose viste al “Bellini” domenica scorsa. Di veramente negativo, a parte un paio di distrazioni difensive che sono costate o avrebbero potuto costare caro, solo una cosa: la mancata cattiveria nelle conclusioni a rete. Attenzione: non è che non ci siano state le conclusioni, ma in certi momenti sembrava che i rossoneri cercassero il passaggio smarcante o definitivo, invece di concludere. Va comunque detto che c’è stata comunque una decina di conclusioni, non precise magari, ma quando crei tanto, costruisci molto e vai spesso al tiro, prima o poi un gol lo fai. Il dato di fatto (ma le squadre di Baiesi, se possibile, sono sempre decisamente offensive) è che questa squadra può giocare a due o tre punte, un attacco a quattro con punte centrali ed esterni alti. Nel finale, i rossoneri hanno proposto una sorta di 1-2-7, che ci rendiamo conto essere un tentativo di raddrizzare la partita e non una scelta strategica del tecnico.
Cose positive? A noi è piaciuta molto la catena Sow-Karapici, con Filippi largo a destra e lo spazio per gli inserimenti a sinistra. Il centravanti arretrava e smazzava assist sistematicamente come un centro in post basso del basket. Lanci filoguidati, tagli precisi, inserimenti di Karapici potenzialmente letali. Ed un Filippi imprendibile. E nella ripresa nemmeno male il giovane Piccinardi, anche se non troppo preciso... Tutto sommato bene anche Folegatti davanti alla difesa: si perde la capacità di inserimento (demandata a Karapici) ma ordine e geometria. In definitiva una partita che poteva essere più positiva sul piano tecnico-tattico, ma che ha dimostrato il valore e la potenza tecnica della Portuense. Naturalmente, ora, si deve partire da questo e considerare che saranno molte le squadre che giocheranno, specie al “Bellini”, estremamente chiuse e pronte alla ripartenza lunga.
Alessandro Bassi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
