Baroncini, attacco vincente Il Mondiale si tinge d’azzurro
Alla rassegna iridata nelle Fiandre il lughese è d’oro nella prova in linea under 23 Domani tocca ai professionisti: belgi e sloveni i favoriti, l’Italia spera in Colbrelli
LEUVEN (BELGIO). Un giovane di Lugo s’infila la maglia iridata e tocca il tetto del mondo con un dito: Filippo Baroncini ha vinto la prova in linea dei Mondiali under 23 di ciclismo su strada nelle Fiandre, 161 chilometri con partenza da Anversa e arrivo a Leuven. Il 21enne azzurro ha preceduto al traguardo l’eritreo Biniam Ghirmay Hailu e l’olandese Olav Kooij.
Baroncini ha piazzato l’attacco decisivo a 5 km dal traguardo e ha trionfato in solitaria. Quarto posto per Michele Gazzoli, nella top ten anche Luca Colnaghi, settimo. Per l’Italia è il secondo oro in questa edizione dei Mondiali, dopo quello conquistato da Filippo Ganna nella cronometro inaugurale e la terza medaglia complessiva (bronzo nella cronostaffetta mista). Gli azzurri salgono sul tetto del mondo di ciclismo under 23 per la seconda volta consecutiva dopo il trionfo di Samuele Battistella nel 2019.
«È un sogno. È stato il finale perfetto di una giornata nervosa, per me e per tutti i miei compagni. Questa vittoria l’ho sognata tutta la vita», il commento a caldo del ciclista romagnolo. «Il mio attacco era programmato – ha priseguito Baroncini – e tutto è andato secondo i piani. Sono senza parole. Dopo la fuga ho pensato solo ad andare, andare, andare, andare e vincere questa partita. Fortunatamente, tutto è andato bene», ha aggiunto.
PERCORSO DURISSIMO
E domani tocca ai grandi. I chilometri previsti sono 268 più 300 metri, su di un tracciato che non sembra affatto agevole con i suoi 2.560 metri di dislivello. Dopo il tratto iniziale di circa 50 chilometri pianeggianti, tra Anversa e Leuven, i concorrenti faranno il loro ingresso nel micidiale doppio circuito, uno intitolato a Leuven e l’altro alle Fiandre, da percorrere più volte e si tratterà di una specie di Giro delle Fiandre... rinforzato, con i suoi 42 muri di lunghezza non superiore agli 800 metri, ma spesso con pendenze attorno al 18%. Il record toccherà all’Overijse Taymansstraat con la punta massima di pendenza al 18,3%.
Niente paura, però, per il meteo, dato che il clima è impazzito anche nelle Fiandre e al posto del tradizionale (negli anni scorsi) anticipo d’inverno, è prevista una giornata con poche nuvole e temperature tra i 14 di minima e i 25 di massima.
I favoriti? Premettiamo che la stagione ciclistica 2021 vede al comando della classifica mondiale dei plurivittoriosi il belga Wout Van Aert (Jumbo Wisma) con 13 successi; lo seguono gli sloveni Pogacar (12) e Roglic (11). In Italia comandano in tre, tutti a quota 7 affermazioni: Filippo Ganna, Sonny Colbrelli ed Elia Viviani.
Ovviamente Van Aert è designato come il favorito numero uno per la conquista della maglia iridata, anche se nel gruppo forse ha troppi nemici. Infatti, il vice campione mondiale della crono è un atleta che vuole vincere sempre e al recente Giro d’Inghilterra ha lasciato solo le briciole agli scornati avversari, vincendo quattro tappe su sette e la classifica finale. Nella squadra belga, poi, c’è un separato in casa come l’eterna giovane speranza Remco Evenepoel, criticato aspramente dal grande Eddy Merckx per le condotte di gara spesso individualiste all’eccesso. Evenepoel potrebbe tuttavia contare su molte amicizie – leggasi compagni di squadra nel team Deceuninck Quick Step altrimenti noto come il “Wolfpack”(Branco di lupi) – cioè colleghi di maglia convocati in altre squadre nazionali. Nascerebbero così alleanze trasversali, ma solo se Remco almeno per una volta scenderà dal piedistallo.
Sempre nel Belgio è da non sottovalutare Jasper Stuyven, vera e propria mina vagante poiché ha vinto la Sanremo 2021, dimostrando di essere un atleta di fondo: inoltre, particolare non trascurabile, è nato e vive da sempre proprio a Leuven. Altro cliente pericoloso sarà il campione mondiale uscente, il francese Julian Alaphilippe, che nelle ultime corse ha giocato a nascondino, ben sapendo che a Leuven potrà giocare le sue ragguardevoli carte.
Da tenere d’occhio pure il team sloveno, con Pogacar che però sembra in fase discendente dopo gli europei, ma con Roglic che può tranquillamente essere messo tra i favoriti assoluti, insieme al connazionale Mohoric.
Altri probabili outsider sono lo svizzero Hirschi, l’inglese Adam Yates, il danese Valgren e il russo Vlasov. Non ispirano molta fiducia gli spagnoli orfani di nonno Valverde, nemmeno i colombiani e gli altri sudamericani.
COSÌ GLI AZZURRI
E gli italiani? Colbrelli è in gran forma e sarà giustamente il nostro leader designato, almeno in partenza, ma occhio a Matteo Trentin, che ai mondiali si è sempre esaltato, argento sotto il diluvio ad Harrogate due anni fa e che nelle ultime gare disputate e vinte ha dimostrato di possedere una gran gamba. Fiducia per i “veterani” Ulissi e Nizzolo, soldati di mille battaglie, e al giovane Bagioli. Agli altri azzurri si chiede di restare a galla il più possibile, prima degli ultimi giri che risulteranno come una micidiale corsa a eliminazione.
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