Contro il Parma tradizione favorevole Ma Buffon&C. hanno un organico da “paura”
La sfida di sabato al “Paolo Mazza” riproporrà un duello che negli ultimi anni ha sempre detto bene alla Spal
i crociati
Per il Parma, la Spal è diventata una sorta di spauracchio. Non una novità assoluta, se si considerano tutti i precedenti storici. 29 totali, con ben 13 affermazioni spalline, 9 pareggi e solo 7 gioie ducali. Ma è il recentissimo passato che ci permette di confermare quanto sopra. Dal 2018 al 2020, nei quattro incroci tra biancazzurri e crociati in serie A, la Spal ha sempre ottenuto il massimo punteggio. Quattro vittorie pesanti e “particolari”, ciascuna differente dall’altra. A partire dall’1-0 firmato Antenucci al Dall’Ara di Bologna, passando poi per il clamoroso 2-3 del Tardini con la famosa rimonta/sblocco decisa da Fares, dall’altro 1-0 casalingo firmato Petagna dentro il Mazza e concludendo con l’assurdo 0-1 esterno (sempre con gol dell’attuale attaccante del Napoli) nella famosa partita dell’ora di pranzo, giocata a porte chiuse, all’inizio dell’emergenza Covid. Insomma, la speranza è che la striscia di successi possa proseguire anche sabato. Un’ulteriore curiosità cronologica ci dice che prima dei match appena menzionati di serie A, Spal e Parma si erano incrociate l’ultima volta in serie C nel cuore degli anni Ottanta, mentre l’ultimo doppio confronto di B è targato dentro la stagione 1979/1980 con lo 0-0 di Ferrara e l’1-0 di Parma in favore dei padroni di casa sulla Spal di Caciagli.
Il confronto ai giorni nostri si prospetta (sulla carta) molto simile all’ultimo Spal-Monza. Di fronte alla giovane e sbarazzina squadra di Clotet, infatti, si contrapporrà uno dei due team ritenuti maggiormente favoriti per la corsa alla promozione diretta. Quel Parma reduce da una retrocessione di rivoluzione e allestito alla grande con un calciomercato che non è ovviamente passato inosservato. Buffon, Vazquez, Schiattarella e Tutino sono solo alcuni dei neo giocatori vestiti di gialloblù, vogliosi di riportare il club in serie A dopo una sola stagione di discesa nel purgatorio cadetto. E come il Monza, anche il Parma sta navigando nel mezzo della classifica con un sonoro campanello d’allarme suonato nello spogliatoio di mister Enzo Maresca (davanti le altre fanno sul serio). Il tempo per far emergere i propri valori è ancora tutto dalla parte di Buffon e compagni, ma occhio alla trasferta di Ferrara: insidiosa al punto giusto per spedire il Parma alla seconda sosta del torneo con ancor meno certezze rispetto a inizio stagione. Con i positivi primi sette punti in tre partite (2-2 a Frosinone, 1-0 sul Benevento e 0-4 a Pordenone) sostanzialmente rovinati dai ko con Cremonese e Pisa e dal pareggino imposto nell’ultimo turno dal Pisa di D’Angelo. Maresca a Ferrara andrà a riproporre il suo 4-3-3 pieno di alternative e con la presenza di singoli di rilievo in ogni zona del campo. Davanti a Buffon la disponibilità dei difensori centrali parla chiara: Coulibaly, Cobbaut, Danilo e Osorio sono tutti utilizzabili. Così come Del Prato, Busi, Valenti e Sohm per quanto concerne le corsie basse. L’ex Schiattarella guiderà la regia nel mezzo, Vazquez tenterà di dare ulteriore qualità al reparto, mentre Juric è in dubbio ma proverà a recuperare (nel caso è pronto Correia). La doppia presenza, con annesso ballottaggio, tra Tutino e Inglese come punte centrali testimonia la potenzialità della squadra. Man, Mihaila e Brunetta sono spendibili a supporto.
I ducali, dopo la giornata di riposo di ieri, torneranno ad allenarsi stamattina.
Alessio Duatti
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