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Il ritorno al “Mazza” di Schiattarella Tre anni da leader

Alessio Duatti
Il ritorno al “Mazza” di Schiattarella Tre anni da leader

Il centrocampista per la prima volta avversario della Spal Ora col Parma cerca l’ennesima promozione in serie A

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ferrara. Il giorno del suo arrivo in via Copparo splendeva un sole stupendo e faceva veramente un caldo assurdo. L’emozione d’indossare la nuova divisa biancazzurra l’aveva probabilmente tradito nel saluto video di presentazione, divenuto virale con l’involontario “Benvenuti a tutti voi” rivolto ai suoi nuovi tifosi prima delle parole di rito. Pasquale Schiattarella in quel momento aveva sostanzialmente aperto il capitolo Spal, pronto a scrivere una grande storia triennale fatta di successi, di sorrisi, di gioie, di arrabbiature da vero leader e da protagonista in quello spogliatoio di grandi uomini che ha caratterizzato l’epopea sempliciana. Sabato il regista nativo di Mugnano di Napoli farà il suo ritorno nel catino del “Mazza”, con indosso la pesante divisa di quell’ambizioso Parma che vorrà trascinare verso la serie A assieme ai suoi “big” compagni. Metodologia di salto che Schiattarella conosce piuttosto bene (vedi anche Benevento). Le prime esperienze ad Ancona, Livorno, La Spezia, Bari e Latina avevano caratterizzato la crescita, l’affermazione e l’ascesa totale del ragazzo partenopeo. Voluto dalla Spal una volta ottenuta la promozione in serie B come assoluta garanzia di affidabilità. E probabilmente nemmeno lui si sarebbe immaginato di partecipare immediatamente a uno storico doppio salto, con 3 reti pesanti (a Entella, Salernitana e Perugia) e con quella concretezza tecnica che ha sempre caratterizzato le sue prestazioni al fianco dei totem di quell’annata. Il sogno del ritorno in A, le prime partite, il golazo proprio al suo Napoli in avvio di stagione e una trentina di prestazioni coraggiose perennemente al servizio della squadra senza timori reverenziali nei confronti di avversari più affermati o arbitri famosi. Schiattarella è uno che si è sempre battuto per i suoi compagni, difendendoli da tutto e da tutti. Una sorta di ovattatore perfetto, a difesa del gruppo dentro e fuori dal campo. Con quella punta di teatralità che non ha fatto mai male per la causa. Come nel secondo anno filato nel massimo torneo, vissuto con qualche sirena di mercato invernale che alla fine dei conti aveva poi incrinato qualcosa. La vivace discussione con l’ex ds Davide Vagnati nel ritiro di Tarvisio a pochi giorni dalla rescissione consensuale (con un anno d’anticipo rispetto alla scadenza del contratto) è l’emblema della fredda chiusura che c’è stata nel rapporto tra Schiattarella e la Spal, ovviamente non intesa come popolo, come maglia e come simbolo di una città intera. I biancazzurri quell’estate presero Murgia nel reparto, mentre il centrocampista classe 1987 scese di categoria facendo vedere “Le Streghe” a tutti gli avversari del Benevento. Lo scorso anno è stato per rendimento il miglior giocatore della squadra giallorossa nel girone d’andata di mister Pippo Inzaghi, poi il crollo generale del ritorno ha fatto sì che il Benevento cedesse alla corsa salvezza. Ora ecco Schiattarella alle prese col Parma di Maresca: dove è titolare inamovibile (ha saltato una partita per infortunio, a Terni) e dove tutti sono già conosci della sua imprescindibilità da assoluto equilibratore del centrocampo. Ora pronto a vedersela con il campano Esposito (bello il duello anche in termini generazionali) e con il suo ex compagno di squadra Viviani.

Alessio Duatti

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