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L’argentano Cesari è secondo al mondiale di powerlifting

D.B.
L’argentano Cesari è secondo al mondiale di powerlifting

Il 33enne ha alzato 270 chili: che gioia, era il mio debutto internazionale 

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LA STORIA

Il 33enne argentano Paolo Cesari sul tetto del mondo. È infatti arrivato secondo al campionato del mondo di powerlifting della Wdfpf, ossia l’unica federazione internazionale di questa disciplina che ammette alle proprie manifestazioni solo gli atleti che non fanno uso di sostanze vietate dalla Wada (nelle altre federazioni vale solo il controllo antidoping fatto sul momento). Il powerlifting è una disciplina sportiva competitiva nella quale ogni singolo atleta è impegnato nel sollevamento del massimo peso possibile in tre esercizi: lo squat, la distensione su panca piana e lo stacco da terra. Per tutti e tre i casi si tratta di un’alzata singola. Le alzate sono tre per ciascun partecipante e c’è un limite minimo, chi solleva il peso maggiore vince. Nel mondiale svolto a Valledoria (in provincia di Sassari), al quale Cesari è andato accompagnato dalla fidanzata, l’argentano è arrivato secondo nella categoria senior (per atleti di peso fino a 89.9 kg) alzando 270 chili, appena due chili e mezzo in meno del vincitore, un atleta padrone di casa.

«In realtà in allenamento arrivo spesso a 280 kg - ci racconta Cesari -, ma in gara non è andata. Sono comunque felice, pratico questo sport da cinque soli anni ed era la prima volta che disputavo una gara di livello internazionale, perché gli Europei del 2020 a Dublino saltarono a causa del Covid. Eravamo iscritti in 153, con tre atleti per ciascuna nazione e la prova era valida anche come Europeo, infatti il secondo posto è doppio».

Cesari, laurea in giurisprudenza, arrivava dalla vittoria una settimana prima di una gara intermedia a Cervia (Ra) e a livello di titolo italiano a Riva del Garda (Tn) gli era bastato sollevare 245 chili per vincere. «Un’alzata bassa, ma il Covid ha posto problemi per tutti negli allenamenti. È vero che a questi livelli la nostra disciplina, seppur di nicchia, è ritenuta di interesse nazionale, ma con le palestre chiuse era impossibile comunque allenarsi, soprattutto per chi come me non vive in grandi centri».

Cesari ha così ovviato al problema acquistando l’attrezzatura per la propria casa: «Viste le difficoltà durante il lockdown e nei periodi di zona rossa ho deciso di allenarmi a casa, per questo motivo ritengo il risultato ottenuto in Sardegna ancora più importante».

D.B.

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