Il cuore della Spal Contro il Parma un pareggio d’oro
Biancazzurri migliori ma sotto 0-2 causa errori assortiti Viviani accorcia poi al 91’ Colombo scatena l’apoteosi
Paolo Negri
ferrara. In un campionato che, risultati e classifica alla mano, sembra castigare le ambizioni delle superfavorite della vigilia (Monza in primis) c’era curiosità per vedere all’opera ieri al “Mazza” l’altrettanto attardato Parma di Buffon e Vazquez. Curiosità dettata dal desiderio di cogliere il rapporto di forze e di prestazione con la Spal, impegnata alla ricerca della continuità interna di performances (fino a ieri due vittorie e un pareggio), per compensare i ko in trasferta (non dettati da insufficienza di gioco, anzi). Ne è uscito un pareggio tanto sofferto quanto meritato. I biancazzurri, irriducibili, hanno rimontato da 0-2 a 2-2 (allo scadere) evitando un ko che sarebbe stato immeritato per prestazione ma conseguenza di errori puniti dal cinismo parmense.
Clotet schiera la Spal col rientro di Tripaldelli come terzino sinistro, e con Latte Lath preferito a Seck ma schierato a sinistra, con Crociata dirottato a destra. Il Parma di dispone col 4-1-4-1 che prevede l’ex Schiattarella (prima del match corso a raccogliere l’applauso della Ovest) a protezione della linea difensiva.
Ritmi subito elevati e notevole pressing della Spal, che mette in difficoltà i portatori di palla ospiti. I biancazzurri a volte sono però un po’ precipitosi nella giocata, difettando quindi di precisione ed efficacia. La Spal ha assetto variabile in base alla posizione di Mancosu e Crociata. L’ex leccese viene spesso dislocato (quasi stabilmente, diremmo) mezz’ala sinistra, così il modulo diventa 4-3-3 o 4-3-1-2 in base a dove agisce Crociata. La partita la fanno i biancazzurri che tra il 24’ ed il 26’ creano presupposti interessanti: prima Buffon blocca con il... sedere la conclusione di Latte Lath sul primo palo, poi respinge (malamente) il tiro dell’indiavolato ivoriano ma Dickmann - libero in area - sparacchia indegnamente. E sul ribaltamento di fronte un Parma fino a quell’istante nullo nell’espressione collettiva trova il vantaggio: palla persa da Viviani, iniziativa e tiro di Brunetta, Dickmann si oppone ma corto e centrale, così Tutino -su cui Vicari non arriva a chiudere - esplode da fuori area il destro vincente. Crudele per la Spal, ora davanti ad una montagna. Reazione? Scambio tra Mancosu e Colombo, violento sinistro ravvicinato e Parma salvo in angolo. Allo scadere Crociata impegna severamente Buffon, costretto a difendersi. Al riposo ducali avanti. Ingiusto, ma certi errori si pagano.
Nella ripresa Spal subito pericolosa con tacco volante di Colombo ma la parabola è lenta e Buffon blocca. Poi il portiere è più in difficoltà sul destro di Viviani e boxa il pallone. Al 12’ la Spal chiede il rigore per un tocco di braccio (largo) di Schiattarella ma l’arbitro lascia correre e sul contropiede Mihaila si divora il raddoppio. Un attimo dopo è Tripaldelli a sprecare il sinistro diagonale del possibile pareggio. Clotet mette Seck per Crociata, poi viene espulso per proteste. Gara nervosa. La Spal lascia spazi, il Parma ne approfitta e Vazquez piazza la stoccata dello 0-2. I biancazzurri reclamano poi un altro rigore (braccio, ancora) senza essere ascoltati, prima di rischiare il tracollo (palo di Inglese). Ma poi Viviani da punizione (deviata) la rimette in piedi, fa sperare nella rimonta. Ci prova Seck, angolo. Infine, al 46’, è Colombo a scatenare l’apoteosi con un sinistro meraviglioso, potente e preciso: 2-2. Vi vogliamo così, intona la Ovest. Giusto.
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