Gruppo con valori e difetti indipendenti dall’età
La Spal è a -2 dalla zona playoff, ma anche ad appena... +2 dai playout. Solo che davanti ha “mille” squadre, mentre il cuscinetto dietro è piuttosto esiguo. Insomma, dovrà fare molta attenzione per non essere risucchiata, anche perché il calendario è tosto, visto che alla ripresa del campionato, domenica 17, ci sarà la trasferta sul campo di un Cittadella ogni anno sorprendente ed altolocato, oltre che - adesso - reduce dalla vittoria di Frosinone. La Spal dal canto suo è ondivaga, almeno nei risultati, già che le prestazioni - quelle - sono sempre (o quasi) state di alto profilo. Come sabato contro il Parma, quando perdere, soprattutto con le proporzioni assunte (0-2) o che potevano maturare (0-3) sarebbe stato un delitto. Alla fine il pareggio ha assunto il sapore di un successo ed ha entusiasmato la folla, che ha sostenuto ed applaudito un gruppo indomito, capace di non abbattersi, di non desistere, di cercare fino all’ultimo un risultato apparentemente ormai insperato. La Spal, questa Spal, ha valori e pregi evidenti, ammirevoli, incoraggianti, che danno fiducia in prospettiva anche perché si intuiscono margini di crescita importanti. Ci sono giocatori che hanno desuetudine col ritmo-partita, e quando anche loro arriveranno al top in tal senso, allora la macchina sarà ancor più performante.
Al contempo esistono anche limiti, o difetti, o lacune (momentanee, si spera) altrettanto chiari/e. La Spal subisce gol da cinque partite consecutive, e di queste in ben tre circostanze di reti ne ha subìte due. Non, o non solo, per fragilità della retroguardia, che pure soffre spesso sugli esterni, mettendo conseguentemente a disagio i centrali. È la dinamica di certi gol al passivo, che colpisce. Quanti gol ha preso la Spal da fuori area? Quante volte viene concesso spazio al battitore avversario senza che si accorci in tempo per chiudere o ridurre lo spazio? È un difetto non solo spallino ma ormai diffuso nel calcio italiano. Un esempio, uno solo, l’ultimo in tal senso, può essere la rete che il Torino ha concesso sabato alla Juventus.
La Spal dovrà migliorare in questi aspetti. Così come sarà bene trovare una quadra tecnico-tattica che consenta ad alcuni singoli di giostrare nel ruolo di predilezione, offrendo di pari passo maggior sostegno a Colombo. Finora i 12 gol segnati sono suddivisi tra il centravanti (4), Viviani (3), Mancosu, Capradossi, Latte Lath, Esposito e Seck (tutti a 1). Aver mandato a rete sette uomini è indice dell’espressione e della bontà collettiva della manovra, però non sarebbe male se si raggiungessero un equilibrio e un assetto che garantissero maggior protezione alla retroguardia, non costringessero gli attaccanti esterni a spolmonarsi e consentissero appunto di dare appoggio e sollievo a Colombo, usufruendo di una seconda punta. Restiamo persuasi del fatto che gli uomini per farlo ci siano.
Allo stesso tempo, come poter ignorare la bontà del lavoro complessivo di Clotet? Il mister ha dato gioco, carattere, anima, soluzioni. E lo ha fatto in breve tempo. Per questo siamo convinti che la Spal possa ancora crescere parecchio. Coltivando le virtù e limando i difetti, essendo ben chiaro che sia le une che gli altri nulla a che vedere hanno con l’età media complessiva e la relativa esperienza o inesperienza. Col Parma erano in campo dall’inizio sette giocatori su undici che di serie A e serie B ne hanno già masticata parecchia. Quindi lasciamo perdere la gioventù come elemento di critica.
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