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Per la Tramec è stata una falsa partenza Ora vanno ricaricate le batterie del gruppo

Simone Gagliardi
Per la Tramec è stata una falsa partenza Ora vanno ricaricate le batterie del gruppo

Serie A2. Nella prima alla Milwaukee Arena s’è visto il volto meno brillante dei biancorossi 

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l’analisi

Falsa partenza per la Tramec di Mecacci, battuta a domicilio alla prima in campionato da Ravenna che ha condotto alla “Milwaukee Dinelli Arena” dall’inizio alla fine portando a casa, con merito, la vittoria. Forse tradita dall’emozione del debutto a Cento con il ritorno del pubblico nel palasport centese dopo tre anni, la Tramec domenica ha offerto davvero una brutta prestazione. Ampiamente al di sotto di quanto visto nelle partite di precampionato e di quanto nelle corde di una squadra che ha tutte le potenzialità per arrivare ai playoff.

Ravenna è stata sempre avanti con vantaggi anche in doppia cifra per diversi minuti, ma di fatto la Tramec più volte avrebbe avuto la chance giusta per rientrare nella partita e provare a mettere la freccia. Ma senza mai riuscirci. Diverse volte è arrivata a due soli possessi di distanza, ma per un motivo o per l’altro la rimonta si è sempre arenata sul nascere. Neppure Gasparin nel terzo quarto, con due triple di fila, è riuscito ad invertire l’inerzia di una partita nata male. Alla fine la squadra centese è arrivata scarica, con poche idee, non più in grado di replicare alle giocate vincenti di Tilghman. Coach Mecacci, nel dopo partita, non ha risparmiato nessuno e senza cercare scuse ha parlato di una squadra sconnessa. Troppe cose non sono andate.

Non si può certo dire che la Tramec abbia difeso male: fermare a quattro soli punti, peraltro due dalla lunetta, un bomber come Cinciarini, è segnale di applicazione. E i 71 totali dell’OraSì non sono una cifra enorme. Ma per l’attacco c’è ancora tanto da lavorare. La giornata no al tiro ci può stare, sia da due che dalla lunetta. Ma certi errori da sotto sono stati davvero enormi.

La Tramec, tranne qualche rara eccezione, è parsa ancora slegata: un po’ di fatica nel coinvolgere i lunghi, imprecisi al tiro e nel dare continuità a meccanismi ancora da perfezionare. Soprattutto nell’inserimento nel collettivo dei due Usa, non sempre in partita. Ancora fuori dai giochi James, che ha finito col forzare e perdere troppi palloni. Quanto a Barnes è l’ago della bilancia che fa girare la Tramec, che deve dimenticare in fretta quanto accaduto. E ripartire in fretta.

Simone Gagliardi

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