La Top Secret si è rialzata A Frosinone prova di carattere
Contro la Stella Azzurra cancellato il ko con Chiusi. Decisiva la prova dei senatori
cento. Secondo ko consecutivo in campionato per la Tramec di coach Mecacci, domenica caduta a Brindisi contro il Nardò sotto i colpi di un immarcabile Ferguson e degli ex Fallucca e Leonzio. Per i centesi 15’ al comando prima di subire l’impietosa rimonta dei pugliesi, da lì sempre avanti fino alla fine. Tante le cause del ko, pessime le percentuali dal perimetro (10/30), banali errori commessi nel momento topico del match in piena rimonta come due infrazioni di passi; difesa solo a tratti discreta, ritmi della partita dettati da Nardò.
È vero che la Tramec ci ha provato fino alla fine, rimontando più volte fino a due possessi di distanza da un avversario che per 30’ ha potuto gestire a piacimento il ritmo, senza però mai dare l’impressione di avere in pugno l’inerzia della partita.
«È una fase di appannamento, un momento no: secondo me ci siamo portati dietro gli strascichi della sconfitta della settimana prima con Ravenna - afferma il general manager Ivan Belletti -: si è visto soprattutto nel secondo quarto. Io ci credevo, l’inizio lasciava ben sperare: invece ci siamo fermati. Abbiamo sbagliato dei tiri aperti e non c’è stato nulla da fare. Con tutto il bene che posso volere a Leonzio, a Fallucca o a Poletti che è un amico: noi a Brindisi contro Nardò potevamo andare a vincere».
«È un momento negativo - ribadisce Belletti -: è anche difficile da capire. I ragazzi insieme stanno bene, con l’allenatore stanno bene, il gruppo è buono: non ci stanno riuscendo cose che invece sappiamo fare e lo abbiamo già dimostrato. C’è da lavorare e tornare ad essere quelli che siamo davvero».
Tutti devono fare di più: dagli italiani agli stranieri. Ci si attende di più dai due Usa, anche domenica un po’ a corrente alternata, soprattutto James giocatore fisico e di talento oggi ancora non così inserito nei movimenti offensivi di Mecacci. Barnes ha potenziale, è un “quattro” con tiro, difende bene ma in attacco, soprattutto vicino al ferro, può far meglio. «Gli americani a Brindisi hanno conunque segnato più di 30 punti in due, sono mancati i canestri di altri, non i loro - continua Belletti -; James sta lavorando moltissimo per entrare nei nostri giochi, anche domenica ha rinunciato a soluzioni individuali per rimanere nei giochi. Non è lui il problema, ci tiene, si impegna: si sta sacrificando. Tutta la squadra deve ritrovarsi, mentalmente e come approccio alla partita. Giocatori che lo scorso anno sono spesso risultati decisivi non possono certo essere questi».
Il calendario ora non aiuta. È vero che la Tramec giocherà le prossime due partite in casa, ma quello di domenica sarà un banco di prova durissimo: alla “Milwaukee Dinelli Arena” arriva Verona, una big costruita per vincere.
Simone Gagliardi
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