Inter, c’è la Champions per dimenticare l’Olimpico
Milano. Era iniziata benissimo, è finita come peggio non poteva. La trasferta romana di Inzaghi in quello che era stato il suo stadio sembrava poggiare su ottime premesse, con l'allenatore osannato dalla Curva Nord biancoceleste mentre salutava i suoi vecchi tifosi, e l'Inter avanti all'Olimpico grazie al rigore trasformato da Perisic. Come spesso capita, però, ci sono episodi che cambiano la storia, e il fallo di mano di Bastoni che ha mandato sul dischetto Immobile è uno di quelli.
Il peggio, però, doveva ancora venire, e il contestato gol del 2-1 laziale farà parlare per chissà quanto tempo, con Dimarco a terra e i padroni di casa che segnano il gol del vantaggio. In quel momento l’Inter ha perso la testa ed è uscita dalla partita, tanto che il terzo gol di Milinkovic-Savic è servito solo per chiudere la pratica, con un far west che in casa nerazzurra si augurano non abbia strascichi disciplinari per qualcuno dei più esagitati, Lautaro e Dumfries su tutti.
Ma anche Correa, protagonista del parapiglia che ha portato all’espulsione del laziale Luiz Felipe: «Mi spiace per quanto accaduto ieri, da tutti i punti di vista – ha scritto l’argentino su Instagram –. Innanzitutto per i tifosi di calcio, di cui dovremmo essere un esempio positivo. Sicuramente il mio amico Luiz ha sbagliato il gesto e il momento, poi a caldo la mia reazione è stata quella. Vorrei non fosse mai successo. Ma ora voltiamo pagina e andiamo avanti tutti. Testa alla prossima gara e alle prossime sfide. Cercando di fare esultare i tifosi per le cose belle del calcio».
Resta un’Inter dal doppio volto, che se da un lato cerca sempre di fare la partita, dall'altro lascia a desiderare in fase difensiva: contro Fiorentina e Sassuolo era andata bene anche per gli errori degli avversari, lo stesso non è successo contro la Lazio. Inzaghi ci dovrà riflettere magari ripensando a Conte, che ebbe gli stessi problemi all'inizio dell'anno, ma una volta puntellata la difesa rendendola ermetica, la sua Inter prese il volo.
Quella dell’Olimpico è stata la seconda sconfitta dell’Inter nelle ultime 30 partite disputate in Serie A, l’ultima volta nello scorso maggio a Torino contro la Juventus quando però aveva già vinto lo scudetto.
Era invece dal 5 luglio 2020 a San Siro contro il Bologna che i nerazzurri non perdevano dopo essere andati in vantaggio. Un gol, quello dell’1-0, arrivato dopo soli 12 minuti di gioco, cosa che porta l'Inter a quota cinque reti segnate nel primo quarto d'ora di gioco, meno solo del Verona (sei). Ma la curiosità maggiore riguarda l’autore del gol, Ivan Perisic: il croato ha segnato su rigore calciando di destro, dopo aver segnato in precedenza dagli undici metri in campionato contro Frosinone e Fiorentina calciando... di sinistro. Una sconfitta che dovrà essere dimenticata in fretta, perché già martedì sera a San Siro c’è il primo bivio della stagione: contro lo Sheriff in Champions League, Barella e compagni hanno un solo risultato a disposizione, la vittoria, per restare agganciati con le unghie alla Champions.
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