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La Top Secret perde pezzi così la crescita è bloccata Ma lo spirito non manca

Marco Nagliati
La Top Secret perde pezzi così la crescita è bloccata Ma lo spirito non manca

Serie A2. Momento complicato per la formazione biancazzurra 

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Marco Nagliati

ferrara. C’è una chiara differenza tra il ko interno con Chiusi di sedici giorni fa all’esordio in campionato, rispetto a quello rimediato domenica scorsa contro Ravenna. Un 93-82 anche ingeneroso nelle proporzioni rispetto ai demeriti della Top Secret. A 1’26” dalla fine il punteggio era di 82-82: una difesa sbagliata di Vildera (non l’unica incertezza della sua prova) e una persa del redivivo Mayfield hanno prodotto un decisivo 5-0 romagnolo. Su un Kleb stanco e sballottato dagli eventi, contro un’OraSì con rotazioni migliori e tonica, la rimonta era impossibile. Emotivamente e tecnicamente. Peraltro in un match in cui le percentuali da fuori degli estensi sono state deficitarie: 9/33 (27%). Se con Chiusi la squadra di Leka era parsa poco focalizzata e non pronta alla lotta, contro l’imbattuta Ravenna s’è palesata una truppa concentrata e aggressiva. Finché gambe e fiato hanno retto. E qui, sta il vero guaio del momento. Senza registi e pure priva di un elemento cardine come l’ala Fabi, dura tenere il passo del campionato. E l’altro giorno DeMario s’è vestito da ravenant: prima indisponibile per un guaio ad un tendine della caviglia, poi in campo da metà terzo quarto per dare un aiuto ai generosi compagni. Senza tre elementi e “mezzo” impossibile andare a mettere le mani in tasca ad una compagine coesa e con un roster interessante. La Top Secret è arrivata “cotta” all’ultimo giro. Fuori sincrono in retroguardia, confusa nelle ultime scelte offensive.

Il Kleb, al momento, ha un evidente problema in regia. Non c’è il metronomo. Fuori Zampini, indisponibile Vencato (forse domenica a Scafati potrà giocare qualche minuto), il playmaking è affidato alle guardie (Panni e Mayfield sono istintivamente dei “due”). Significa avere meno naturalezza nello sviluppo della manovra, ma soprattutto perdere la pericolosità perimetrale dei due. Occupati a costruire per gli altri, Ale e DeMario non hanno spesso tiri che i compagni “pensano” per loro. E spostando tutti di ruolo, accade che in marcatura Petrovic sia attirato sul perimetro lasciando un piccolo a fronteggiare un lungo spalle a canestro. Problemi fisiologici di una formazione in emergenza. Risolvibili con i rientri e la salute. Il cammino è lungo.

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