Quando Hall era il mago e a Ferrara arrivò lo show Il Milan, i trionfi e la curva
Basket. In un post sui profili social in questi giorni il 37enne di Chicago ha annunciato il ritiro dall’attività agonistica: ha giocato due anni al Kleb
la storia
Marco Nagliati
Quella faccia scanzonata ci ha accompagnato attraverso una giungla di emozioni. Oh, sì: tanto basket. Certo: molto gioco. Non solo però. Anche smorfie, il gusto teatrale di prendersi la scena. Un giorno raccontò: “Sono Magic Mike, faccio divertire i bambini”. Ora, Mike Hall - 37enne di Chicago - ha detto basta. Anzi, l’ha scritto: game over. Si ritira dalla pallacanestro attiva, poi chissà da quale porta saprà rientrare.
Ha iniziato nel 2006 a Tulsa, girovagando per il globo (tanta Europa sotto le suole) e vestendo almeno venti casacche. È stato due anni a Ferrara (dal 2017 al 2019), eletto spesso mvp e miglior giocatore della Lega. Un playoff consegnato al neo presidente D’Auria, momenti sublimi ad altri bui. Perché Michaelinho è sempre stato uomo dalla personalità ondivaga. Trascinatore e dentro la squadra, poi in un battito di ciglia distaccato e con un velo di malinconia. A Milano nel 2008 in maglia Olimpia poteva decollare (con tanto di Eurolega), invece ha dovuto esibirsi più in periferia. Troppa personalità per stare nei ranghi di un top team. Con il Kleb 41 gare e 635 punti. Fiondate da fuori e schiacciate, tonnellate di rimbalzi e assist che in qualche circostanza neppure i compagni sapevano leggere in anticipo.
Hall ciondolava con quell’aria da Will Smith, sfacciato. In tribuna al Mazza a seguire la Spal con la maglia dell’amato Milan, in panchina infortunato a incitare i biancazzurri. Ad arrampicarsi in curva condividendo con i tifosi lo spumante ottenuto per essere stato il migliore sul parquet.
“Sembra ieri che guardavo Michael Jordan in tv e correvo fuori in cortile ad imitarlo - scrive Mike -; ho amato questo gioco che ha cambiato la mia vita come mai avrei immaginato. Questo amore mi ha portato in tutto il mondo: da Chicago a Milano con innumerevoli soste lungo la strada”.
Hall chiude il libro senza rimpianti: “Hai dato tutto quello che avevi? Ti sei divertito? Diavolo, sì. Grazie a tutti per questa fantastica avventura. Game over”.
Eppure, il mago qualcosa dal cilindro saprà estrarre.
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