La “clasificaciòn” ignorata e dar fastidio alle grandi
Il flemmatico carisma di Pep traccia il solco del cammino spallino. Un incedere, tra i confini dell’area tecnica e gli estremi laterali della panchina, apparentemente impermeabile alle tensioni della gara. In realtà il mister biancazzurro dentro palpita, come un jazzista che ha uno spartito da seguire ma dentro il quale imprevisti e umori esterni srotolano il filo dell’improvvisazione.
“Non guardo la clasificaciòn, perché il campionato di Serie B è lungo e pieno di sorprese”. Parole ragionevoli, scandite prima del trittico che doveva/deve dirci di che pasta è fatta la sua creatura. Pari col Parma, bis a Cittadella... Classifica né carne e né pesce: non brillante e neppure angosciante. Ma c’era dietro la collina la settimana dei crash-test. Pari avventuroso col Como, bel colpo ad Ascoli. Clotet in fondo al ragionamento ha pure argomenti validi nel non tenere di conto la graduatoria, epperò è quella che nel sottopelle pulsa ad ogni appuntamento.
Se c’è un merito cui va dato forza a questa nuova era spallina è quello della chiarezza: “Quest’anno si punta alla salvezza” è il mantra. E Ferrara, città sportivamente matura, ha fatto sua la missione. Non è vero che si amano solo le formazioni vincenti, bensì - come avviene ad esempio in Inghilterra - ci si appassiona per i gruppi che si battono e creano empatia. Vicari è rifiorito protetto al fianco da quel mastino di Capradossi; Viviani è rinato. Mancosu un leader. Poi c’è il talento di Colombo e la determinata voglia di Tripaldelli. Massì, i singoli per condurre la nave in porto ci sono ma conta - al momento - la simbiosi ambientale.
E dunque ecco Tacopina che ieri si spende da istrione sembrando più spontaneo che mago della comunicazione. Inoltre la clasificaciòn, tra un pareggio ed una zampata, è tornata quella “roba” da decodificare appieno. Spal ad un punto dai playoff, però al limite dei playout. Dai, mister Pep vede lontano se suggerisce di pensarci in primavera. Però vale comunque la pena farci una sosta su questo momento della stagione. Per dire: la gara di Ascoli serviva per capire se ci sarebbe stato da soffrire perennemente nei bassifondi o se si sarebbe scorto uno spiraglio di luce, con i tre punti in tasca adesso i biancazzurri aspettano il Perugia con altre prospettive. Un nuovo, diverso, mini bivio da imboccare. Perché gli umbri al momento sono con entrambi i piedi nei playoff, ma hanno una sola lunghezza di vantaggio sulla Spal. Significa che se il Mazza sarà fortino, la banda di Clotet farebbe capolino nella zona nobile del torneo.
Okay, tutto effimero e da confermare nel tempo. Intanto questo è lo scenario. Se la scorsa settimana la pattuglia estense aveva bisogno di mettere in sicurezza la classifica, adesso s’è regalata la possibilità di osare: un sogno un filino più grande. Lunedì Perugia, sabato a Cremona. Se accade che la Spal fa filotto...
Ancora okay: Clotet tirerà subito il freno a mano e tutti i torti non ha, annotati ad ogni turno risultati a sorpresa. Confermarsi in cadetteria è dura, la Spal ha infilato quattro risultati utili consecutivi. Ampliando il margine due vittorie e tre pari nelle ultime sei. Sì, sì: obiettivo salvezza. Intanto divertiamoci a dar fastidio alle grandi. Ma quali grandi, poi?
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