La capacità di superare l’handicap dirà di più sulle risorse spalline
ferrara. La B è un caos. Valori (o meglio: pronostici) iniziali sovvertiti, sorprese e delusioni, mischione colossale. Per dire: 9 squadre raccolte in 1 punto, tra quota 13 ed i 14. Di più: 10 formazioni in 2 lunghezze, se arriviamo al Frosinone settimo a 15.
La Spal è in questo gruppone, con un equilibrato 3-4-3 che non è un modulo bensì l'indicatore di vittorie, pareggi e sconfitte. Score migliorabile, magari oggi. I biancazzurri sono sospesi: la bocca fuori dalle torbide acque chiamate play out, gli occhi a fissare il vicino approdo denominato play off. Quale obiettivo? Si deve tendere al meglio, ovvio. Altrettanto chiaro che regna ancora un equilibrio che non permette di sbilanciarsi più di tanto. Nessuno avrebbe previsto, dopo dieci giornate, una Spal con gli stessi punti del Parma, con un +6 sul Crotone ed appena una lunghezza di ritardo dal Monza. In generale, Spal in linea con gli obiettivi di partenza, ma non c'è da stare larghi. Un successo e si vola, un ko e si viene risucchiati.
Certo che la partita odierna andrebbe sfruttata. Se mister Clotet alla vigilia di Ascoli aveva sottolineato che la prima auspicabile vittoria esterna avrebbe dato significato ai tre precedenti pareggi consecutivi, ora è evidente che il secondo successo di fila colorerebbe di arcobaleno una serie di cinque risultati utili uno dietro l'altro. E la classifica sorriderebbe. Senza per questo indurre a rilassarsi, giacché il primo obiettivo è restare fuori dalle secche, salvarsi con agio.
Le tante assenze odierne, in particolare quelle di Capradossi e Viviani (entrambi costantemente tra i migliori, se non i migliori in assoluto insieme a Colombo), consentiranno di misurare l’estensione delle risorse spalline. Sormontare l’handicap sarebbe un segnale importantissimo.
P.N.
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