Tosi: «Non possiamo più attendere La cultura dello sport diventa prioritaria»
Le riflessioni del delegato provinciale Coni su temi di grande attualità e cruciali per il futuro delle giovani generazioni
l’intervento
Ruggero Tosi, delegato provinciale Coni, è intervenuto con una nota ricca di riflessioni su temi di estrema attualità quali ad esempio quali volontariato, impianti, educazione fisica nelle scuole, tutti fondamentali per il futuro dello sport. Questo il suo articolato testo:
«In qualità di Delegato Coni della Provincia di Ferrara avverto il dovere, per vostro tramite e prima che l’oblio ci inghiottisca nuovamente, di far sentire la voce dello Sport. Lo faccio espressamente ora e cioè in un momento in cui l’incredibile serie di risultati sportivi di questo 2021 ancora oggi, in pratica quotidianamente, tiene accesi i riflettori sul mondo che ho l’onore di rappresentare sul nostro territorio. Purtroppo questo film nella mia lunga militanza sportiva l’ho già visto troppe volte e ne conosco il finale a memoria. Spente le luci della ribalta, che ci hanno fatto vedere di che pasta sono fatti i nostri atleti di vertice (partiti dalla base), tornerà il buio di sempre. Una sorta di perenne “ora solare” che nei lunghi pomeriggi invernali costringe le nostre società a fare il proprio lavoro utilizzando una piccola torcia a batterie. Per chi non l’avesse ancora capito lo Sport di base, purtroppo, ha ancora in dotazione “pile” non ricaricabili che sono ormai praticamente esaurite e, da tempo, stiamo lavorando a tentoni nel buio più assoluto».
«Non credo - prosegue Tosi - che la Società civile abbia realmente il polso della situazione e abbia capito cosa stia avvenendo nel mondo dello Sport. Da sempre le istituzioni sono state abituate a pensare che, in fondo, non servano particolari attenzioni o adeguate risorse. Questo perché il volontariato sportivo incessantemente, pur con tanti distinguo e tante criticità mai superate, è riuscito a fornire risposte adeguate per lo più accontentandosi di una pacca sulle spalle. Ancora oggi produce delle eccellenze che, come ricordavo in premessa, ottengono risultati che ci fanno primeggiare nel mondo facendoci sentire orgogliosi e alimentando in modo assolutamente positivo un sano senso di appartenenza. Ebbene, è giusto che si sappia che è in corso un’erosione continua che a questo movimento sta pian piano sgretolando le fondamenta. Se non verrà veramente aperta una discussione seria e non di circostanza, anche nella nostra città, che porti a mettere in campo azioni concrete di sostegno, ne sarà messa in dubbio la sopravvivenza».
E ancora: «Scrivo tutto ciò proprio oggi e cioè praticamente nel giorno in cui, dopo una vita che ho lavorato per attendere questo momento, è stata annunciata la riforma che porterà l’insegnante di educazione fisica nella scuola primaria a partire dal 2022. È un segnale di un’importanza incredibile perché solo iniettando la cultura dello Sport nelle giovani generazioni si potrà ovviare a queste carenze strutturali in cui ci troviamo ora. Il diritto allo Sport prima o poi diventerà, come è giusto che sia, un diritto di tutti i cittadini in quanto è un percorso che ha ricadute positive testimoniate da evidenze scientifiche e perciò irrinunciabile. Noi però abbiamo necessità impellenti ora; abbiamo bisogno di portare in palestra e sui campi tutti quei ragazzi che abusano di alcol e droghe sino a perderci la vita, che alimentano con la quotidianità vere e proprie patologie che a breve metteranno a dura prova il sistema sanitario nazionale, che sfogano le loro repressioni non colpendo una palla o correndo il più forte possibile ma con il bullismo, la violenza, l’autolesionismo. Abbiamo, inoltre, bisogno di recuperare la “pausa di crescita motoria” che ci ha inflitto il Covid e che potrà lasciare danni incalcolabili nello sviluppo dei bambini».
E infine: «Non possiamo più accettare che gli impianti sportivi (che sono in numero inferiore alle necessità) non siano utilizzati al meglio o addirittura che il loro uso in orario extrascolastico sia condizionato da scelte poco opportune o per niente lungimiranti, perché l’impianto è la vita delle nostre Società Sportive. Non possiamo più attendere! È un appello che rivolgo a tutti coloro che credono e vogliono un mondo migliore per i nostri ragazzi. Non tutti saranno campioni nello Sport come coloro che ci hanno fatto esultare in questo fantastico 2021 ma, certamente, se si faranno indirizzare da quegli stessi valori che portano a raggiungere quei risultati strabilianti, saranno campioni nella vita».
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