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i rossoneri 

Milan nervoso per gli arbitraggi «Penalizzati ancora una volta»

Pioli turbato dal primo tempo della squadra in Champions contro il Porto Segnali positivi sono arrivati nella ripresa, anche se qualificarsi è un sogno 

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milano. Sembra proprio che la musichetta della Champions, sognata per sette anni, abbia sul Milan lo stesso effetto della kryptonite su Superman.

Perché sul palcoscenico d’Europa per la seconda volta è andata in scena la brutta copia della squadra che con il Napoli sta dominando in campionato, strappando sì il primo punto nel girone ma vedendo sempre più lontano il miraggio della qualificazione. L’unica consolazione è che, a differenza della gara di andata, contro il Porto almeno nel secondo tempo il Milan ha mostrato segni di vita, cercando di fare la partita e pareggiando l’iniziale gol del vantaggio portoghese.

Una rete, fanno notare in casa milanista, ancora una volta viziata da un presunto fallo in partenza su Bennacer, proprio come era capitato in Portogallo in occasione del gol vittoria dei lusitani.

Il terzo errore (unito a quello contro l’Atletico a San Siro) in quattro gare del girone, certamente il meno evidente ma ugualmente pesante, perché ha contribuito a rendere in salita una gara già di per sé complicata, visto che la squadra di Conceiçao l’ha meglio interpretata fin dall’inizio, schiacciando un Milan incapace di trovare le contromisure, molle e senza idee anche nei suoi uomini di maggior talento.

Per andare avanti in Champions servirà un miracolo, sotto forma di varie combinazioni di risultati nelle ultime due gare, ma con un dato certo: il Milan, a prescindere dal resto, dovrà battere sia l’Atletico a Madrid sia il Liverpool a San Siro, per poi guardare cosa succede sugli altri campi. Non impossibile, ma molto difficile, con quel pensiero del “meglio uscire del tutto che fare l’Europa League” assai comune tra i tifosi ma decisamente allontanato da società, squadra e allenatore.

Il vantaggio sarebbe quello di potersi concentrare solo sul campionato, un campionato che domenica vivrà una delle sue tappe cruciali con il derby (per la stracittadina recuperati Florenzi e Pellegri, oggi in gruppo con Calabria, uscito a fine primo tempo per un giramento di testa). Il Milan ci arriverà con il tarlo di non essere riuscito a fare in Champions quello che gli è riuscito quasi alla perfezione in Italia, consapevole che fare un solo punto in quattro gare, pur con le attenuanti dettate dall’inesperienza e dagli errori arbitrali, è troppo poco per pensare di andare avanti.

A parziale consolazione di una serata che ha lasciato l’amaro in bocca, il premio da parte della Lega Serie A a Stefano Pioli come “allenatore del mese di ottobre”, un riconoscimento che l’amministratore delegato De Siervo ha motivato così: «Alla terza stagione in rossonero Stefano Pioli sta proseguendo l’ottimo lavoro che ha riportato il Milan ai vertici della Serie A. Una perfetta gestione del gruppo, un gioco convincente e la capacità di valorizzare ogni giocatore della rosa certificano i meriti di Pioli, che nel mese di ottobre ha ottenuto cinque vittorie in altrettante gare, occupando stabilmente la vetta della classifica».

Inutile dire che vorrebbe rimanerci anche dopo domenica. Per farlo dovrà resettare la notte di Champions e riprogrammare i suoi sulla modalità campionato.

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