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Forza mentale e meriti a coprire ingenuità e limiti di rosa

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Se si fanno i conti in tasca a Cremonese e Spal, se si guarda quanto ha speso l’una e quanto non ha speso l’altra, se si pensa agli obiettivi dei grigiorossi (lotta per la A) ed a quelli dei biancazzurri (tranquilla salvezza), allora viene da dire che la classifica è ingiusta, che il confronto di ieri non ha evidenziato queste grandi differenze.

Certo, la Spal ha sofferto. Soprattutto nei venti minuti iniziali del primo tempo, ed in avvio di ripresa. Ha rischiato di perdere, perché è andata sotto beccando un gol da dilettanti proprio nel momento in cui aveva appena sfiorato il vantaggio a coronamento di una crescita esponenziale e del proprio miglior momento. Carattere e gioco, tutto vanificato da un’ingenuità clamorosa, non nuovissima a livello concettuale e ripetuta poco dopo: subire rete su contropiede da corner a favore non è ammissibile.

La Spal però ha mostrato maturità e solidità. Anche mentale. La reazione ha prodotto il bel gol del pareggio. Meritato. Come il risultato finale, rimasto immutato a fronte di una ripresa di gran ritmo ma poche idee e scarsa pericolosità su entrambi i fronti.

La Spal ha mostrato di esserci, nella sua globalità e per concetti. I rientri di Capradossi e Viviani hanno dato compattezza ed esperienza. Se si pensa però che la Spal ha giocato (di nuovo) con un centrale del 2002 adattato a destra (il bravissimo Peda: complimenti) poi rilevato da un... centrale del 2002 a sua volta improvvisato terzino (il debuttante Nador), allora vengono vieppiù sottolineati i limiti di un organico che lo staff tecnico-dirigenziale è perfettamente consapevole di dover andare a ritoccare e rinforzare per giungere con serenità all’obiettivo.

Nel mentre, ben venga la sosta. E si apprezzino il valore e l’impatto di questo pareggio assai utile alla luce delle sconfitte di Cosenza (agganciato) ed Alessandria: +6 sui grigi. Alla ripresa bisognerà batterli, salendo a +9. Si darebbe una bella botta.

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