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L’ex rossonero  

Chiarugi: «Questo Milan ha tutto per lo scudetto»

Alessandro Guerrieri
Chiarugi: «Questo Milan ha tutto per lo scudetto»

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Alessandro Guerrieri

milano. «Che il Milan fosse attrezzato per lo scudetto l’ho capito dalle dichiarazioni di Pioli in avvio di stagione quando, lui che è sempre pacato ed equilibrato, affermò che la sua squadra era più forte di quella dello scorso anno».

Lo afferma convinto Luciano Chiarugi, uno che ha scritto un pezzo importante della gloriosa storia rossonera. Non era semplice affermarlo, dopo i mancati rinnovi di Donnarumma e Calhanoglu. «Esatto, anzi in estate dilagava lo scetticismo dopo la partenza del portiere campione d’Europa e del fantasista turco, ed invece la società aveva fatto le scelte giuste, oltretutto inviando all’intero movimento un messaggio chiaro ed eticamente condivisibile: non ci pieghiamo alle richieste dei procuratori, la salvaguardia finanziaria della società viene prima di tutto. In quest’ottica mi sento di dire bravi a Paolo Maldini e Massara che hanno costruito un meccanismo nel quale ogni ingranaggio è oliato alla perfezione». Sostituire Donnarumma sembrava impossibile, invece: «Già, ed invece Maignan, al di là del recente infortunio che lo costringerà ai box ancora per un po' sta facendo benissimo, ed anche la scelta di puntare, come secondo, su Tatarusanu sta pagando». Quanto c’è di Pioli nello splendido campionato del Milan? «Il tecnico è entrato immediatamente in sintonia con l’ambiente ed anche lo scorso anno aveva fatto un lavoro straordinario, con il Milan che aveva stazionato a lungo in vetta alla classifica, persa solo per la netta flessione dopo il lockdown. Pioli ha costruito il giusto mix tra elementi navigati e giovani in rampa di lancio, penso a Leao, Tonali, lo stesso Calabria». Ci sono giocatori che rispetto allo scorso anno sono migliorati enormemente «Penso a Krunic e Bennacer ma soprattutto a Tonali, un altro calciatore rispetto a quello sbiadito nella passata stagione. Comprensibile, giocare nel Brescia non è come farlo nel Milan. Voglio sottolineare anche il rendimento di Leao; il portoghese regala grande imprevedibilità alla manovra, e con le sue finte e la sua fantasia è spesso il valore aggiunto di un attacco dalle potenzialità incredibili». Nel quale c’è l’icona Ibrahimovic: «Non ci sono parole per descrivere l’importanza dello svedese, in campo ma anche fuori; a 40 anni suonati è lui l’architrave del gioco offensivo del Milan, è lui il vero leader della squadra. Incredibile, al di là di qualche prevedibile infortunio, il rendimento che sta regalando alla causa rossonera».

Il mancato rinnovo di Kessie può influire? «Non credo, finora il centrocampista ivoriano sta offrendo un ottimo rendimento, da grande professionista, e penso che lo farà fino al termine del torneo, a prescindere dal rinnovo, che reputo difficile, con il Milan». È il Diavolo la grande favorita per il titolo? «Direi di sì, assieme al Napoli, anche se bisogna tener d’occhio l’Inter; vero che ha 7 punti di svantaggio, ma vanta un organico forse superiore a rossoneri e partenopei. Le altre invece le ritengo fuori gioco, anche se penso che la Juve risalirà verso le zone altissime della classifica».



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