Curva ondivaga e bilanci
Certo, due vittorie a fronte di quattro sconfitte non sono bottino che può fare scintillare una squadra ambiziosa ben oltre la soglia dei playoff. E di sicuro il passo indietro di Osimo contro Fabriano, dopo i buoni segnali di risveglio manifestati sette giorni prima contro San Severo (va detto non un fulmine di guerra), producono qualche malumore. Il punto, però, sembra altro. Poco più di un mese di campionato non dà riscontri per giudizi granitici.
Le sfide promozione sono lungi dall’arrivare e la posizione in griglia di partenza sovente vale poco. Così come il fattore campo. I tanti avvezzi alle avventure playoff (siano tifosi o addetti ai lavori) sono ben consapevoli che conta solo quel momento. Vale come ci arrivi in primavera: se spremuto o in salute, se compatto o logorato. Se con l’organico al completo oppure condizionato dagli infortuni. Per questo appare un tantino fuori spartito ragionare già ora se il roster del Kleb è stato allestito a regola d’arte oppure con qualche azzardo di troppo. Vale per i singoli così come per la filosofia complessiva che ha accompagnato la costruzione della squadra. Peraltro cambiata in corsa: da un play come Zampini ad un regista come Vencato. Un giovane di talento con slancio offensivo sostituito da un solido direttore d’orchestra che punta tanto sul fisico. Se Vencato non è al massimo sotto il profilo atletico, soffre. Un rientro dopo un infortunio comprende saliscendi fisiologici. Vencato sta forse rifiatando (la curva ondivaga è nota in situazioni del genere) ed a Fabriano ha stentato. Vale anche per Mayfield che ha giocato le ultime partite con pochi allenamenti alle spalle e molti antidolorifici. Pure la sua prestazione a Osimo non meraviglia: dietro è stato l’unico a reggere l’urto di Davis perché difendere è volontà. In attacco s’è visto che il tiro gli usciva con parabola corta perché mancava la spinta di gambe. Il Kleb, insomma, non è ancora da giudicare come realtà definita. Serve lavoro. Al completo. Non si dimentichi che l’assenza di Fabi toglie a Leka un’eccellente arma offensiva. Chiaro che si deve comunque fare meglio, ma per i primi bilanci è il caso di puntare a fine dicembre.
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