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Farnè argento e Mantovani bronzo ai Mondiali

Enrico Ferranti
Farnè argento e Mantovani bronzo ai Mondiali

Brillano le atlete del Csr Italia che si allenano a Cento. Ottimi piazzamenti per altri quattro portacolori del sodalizio

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cento. Si sono conclusi ad Abu Dhabi i Campionati Mondiali di Ju Jitsu. A rappresentare il Csr Ju Jitsu Italia c’erano sei atleti che si allenano a Cento.

Antonella Farnè ha conquistato la medaglia d'argento nella categoria Fighting System Adults -52kg. Ilaria Mantovani ha ottenuto la medaglia di bronzo nel Fighting System U21 -52 kg. Desirée Buzzoni è giunta settima nella categoria Ne Waza U21 -63kg. Luca Benati nono classificato nel Ne Waza U21 -62kg. Elisa Marcantoni/Ben Brahim Salah, settimi nella categoria Duo System Mix Adults.

Antonella Farnè ha dichiarato: «Sono felice e in pace, è una sensazione stupenda: sentirsi ripagati di tutti gli sforzi, le ore, il sudore e i pianti. Essere letteralmente ad un passo dal sogno, l'atmosfera era quasi surreale... in pratica io e la mia voglia di spaccare il mondo. Voglio dedicare questa medaglia prima di tutto a me, poi al mio fidanzato Andrea Castrignanó, ai maestri Rovigatti e Palma, senza dimenticare il professor Rotini che mi ha operata alla clavicola sinistra, ad entrambe le spalle, curandomi anche il gomito destro: mi ha permesso di continuare a vivere i miei sogni».

Dal canto suo Ilaria Mantovani ha sottolineato: «Riuscire ad arrivare a podio in una competizione così importante è sempre una grandissima emozione, è la realizzazione di uno di quei sogni che sin da quando ero bambina mi accompagnano, e questa medaglia, nonostante non sia la migliore che io abbia vinto, da un punto di vista emotivo vale forse più delle precedenti. Questi anni di pandemia infatti non sono stati facili da affrontare, e se anche solo qualche mese fa mi avessero detto che avrei partecipato ai mondiali e sarei riuscita a fare bronzo, mai ci avrei creduto… Più di un anno di allenamenti chiusa in cantina infatti non sono stati facili, perché dopo un po' oltre a perdere elementi tecnici che senza un compagno è difficile allenare, si inizia a perdere anche se stessi. Per una persona che ha sempre vissuto di speranze e obiettivi non è facile ritrovarsi fermi e penso che tutti gli sportivi in generale possano confermarlo. Non è facile continuare a sognare in grande pensando a una competizione, senza sapere se e quando si tornerà a competere. Mentre il primo lockdown è stato relativamente facile per me sotto questo punto di vista, il secondo mi ha abbastanza debilitata. Non nego che ero convinta di aver perso i miei sogni. E non è stato facile tornare in palestra, tornare ad allenarsi due volte al giorno tutti i giorni in vista di un altro mondiale, dopo due anni. Eppure - ha proseguito - tra uno scivolone e l’altro, ci sono riuscita, grazie al ricordo di quella che credevo essere ormai la ‘vecchia me’ e grazie a coloro che mi sono sempre stati accanto come i miei amici e la mia famiglia, senza la quale ovviamente non sarei neanche riuscita a partire. Ed è per questo che posso dire di aver vinto la medaglia più bella fino ad ora. Non sono sul gradino più alto del podio, non ho ancora realizzato il mio sogno, ma ho scoperto di averlo ancora più che vivo dentro di me. Un ringraziamento speciale va ad Antonella Farnè, la mia compagna di allenamenti, di viaggi, di pianti e risate ipre-gara, senza la quale mai potrei allenarmi come faccio; e un altro va a tutti coloro che fanno parte della mia palestra a Calderara di Reno ed al mio maestro Lorenzo Mazzoni».

Enrico Ferranti

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