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Un artista geniale, capace di ipnotizzare e ammutolire

Paolo Boldrini

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Paolo Boldrini

Il signore delle corse si è fermato per salutare il suo allievo prediletto e ha abbozzato un inchino, come davanti ai grandi della Terra.

Ogni anno lancia sulle piste piloti più o meno promettenti, ma uno così nasce una volta al secolo, se va bene. Valentino Rossi chiude la sua carriera in MotoGp ma si esibirà ancora con un volante tra le mani, passando da due a quattro ruote. Ma anche se decidesse di passare il resto dei suoi anni al bar a Tavullia, a giocare a carte con gli amici di sempre, le sue gesta resteranno nella storia. Ma chi è stato Vale?

Un artista, anzitutto.

Ci sono tanti quadri in giro per le gallerie, ma sono pochi quelli che ipnotizzano il visitatore, lo inducono al silenzio, quasi alla preghiera.

Al Louvre di Parigi non è inconsueto imbattersi in turisti che davanti alla Gioconda di Leonardo da Vinci si tolgono il cappello e restano immobili, in adorazione. Al Museo Van Gogh di Amsterdam un ragazzo ammutolì davanti ai Girasoli, perché sprigionavano una luce che sembrava divina e il giallo – colore preferito di Valentino – scaldava il suo cuore. In verità, rivedendo uno dei tanti sorpassi mozzafiato di Rossi, l’immagine si proietta nel quadro più famoso di Munch, L’urlo. Un’opera d’arte sconvolgente che evoca la disperazione ma anche la meraviglia per un evento eccezionale. Ecco, la carriera del pilota pesarese è stata unica. Con il sorriso stampato sulle labbra ha sfrecciato nei circuiti di tutto il mondo. Quando si viaggia ai 300 orari la strada all’orizzonte si rimpicciolisce fino a sembrare una striscia sottilissima in cui sfrecciare, la stessa sensazione che prova l’equilibrista camminando su una fune d’acciaio senza rete di protezione. Le corse sono pensate per i cuori forti, accelerazioni e frenate mettono a dura prova le leggi della fisica e poi c’è il tocco in più del fuoriclasse, come il sorpasso alla curva del Cavatappi nel 2008 a Laguna Seca, ai danni di Casey Stoner, là dove nessuno osa perché manca lo spazio vitale per infilare la carena di una moto, ma sfruttando il cordolo e la sabbia lui riuscì nell’impresa.

Valentino Rossi è stato definito il rocker delle moto.

Ci può stare, perché in 25 anni di carriera ha regalato emozioni infinite come i Led Zeppelin con capolavori come “Stairway to Heaven” e l’assolo alla chitarra di Jimmy Page che fa tremare le vene nei polsi.

O “The Great Gig in the Sky” dei Pink Floyd, un pezzo straordinario per la sua combinazione di musica e voce. È l’ultimo ballo del re. Siamo al traguardo, Valentino Rossi, ci mancheranno le carezze alle curve a 200 all’ora, le emozioni, i baci al cupolino delle moto, le risate in conferenza stampa. Ora aspettiamo il prossimo concerto dell’orchestra dei motori, la passione la portiamo noi.

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