Il “colpaccio” delle Aquile con un big come Faragalli
L’ingaggio del prestigioso coach statunitense apre delle nuove prospettive La prossima settimana conference call perché vuole presentarsi subito
ferrara. L’ingaggio da parte delle Aquile di Michael Faragalli come head coach per la prossima stagione è decisamente quello che si definisce un “colpaccio”. Statunitense, 63 anni, nativo di Philadelphia (Pennsylvania) è figlio d’arte. Il padre Joseph infatti è stato prima giocatore poi allenatore di diverse squadre della CFL (Canadian Football League) e della NFL. Michael inizia la sua carriera come WR coach in importanti università: Rhode Island, Wisconsin e William & Mary. Poi passa alla CFL. Ricopre il ruolo di Offensive Coordinator per gli Hamilton Tiger-Cats, i Montreal Alouttes e gli Edmonton Eskimos fino a diventare capo allenatore dei Toronto Argonauts nel 1995. Conclusa l’esperienza canadese, Michael torna al College Football come Offensive Coordinator ed allenatore dei QB di prestigiose università di prima divisione, Bowling Green, Lafayette, Richmond e Columbia University. Negli ultimi anni di carriera ha allenato i running backs di Virginia e i Quartebacks di Virginia State.
«Il suo ingaggio è arrivato in maniera casuale - dice il presidente delle Aquile, Alfredo Ferrandino -. Durante un direttivo della società Stefano Zucchelli e Matteo Mantovani, i tecnici delle ultime stagione senior, (Murphy escluso; ndr) hanno onestamente affermato che facevano un passo indietro per il bene comune. Si erano resi conto che serviva una svolta a livello tecnico con qualcuno che avesse davvero qualcosa di nuovo da insegnare in primis ai nostri tecnici e poi ai giocatori. Un uomo di carisma e competenza in grado di creare entusiasmo. Matteo (Mantovani; ndr) si è messo in moto ed è arrivato questo big».
Trovare un altro Mike Wyatt (tanto la mente di tutti corre sempre al suo nome) è forse impossibile però Faragalli nella sua carriera dei miracoli ne ha compiuti. «Ha esperienza da “far paura” - prosegue Ferrandino - e spesso ha rigenerato con un lavoro profondo a tutti i livelli, situazioni compromesse, portandole nuovamente al successo. Noi vorremmo questo. Vogliamo far vedere a giocatori, genitori, ma anche alla stessa amministrazione che siamo società con voglia di crescere. Vogliamo diventare appetibili, che si crei fascino attorno alla squadra e che i giocatori vogliano venire a giocare da noi. La prossima stagione vorremmo mettere le basi per fare il salto in Prima divisione l’anno successivo».
«Quando ci siamo messi alla ricerca, Faragalli è stato il primo che mi ha risposto - dice Matteo Mantovani -. Tra settembre ed ottobre contatti e call e poi l’ingaggio che abbiamo potuto annunciare solo ora alla scadenza del suo contratto negli Usa. Come mai un allenatore del genere viene a Ferrara? Lui ha candidamente detto che pur essendo di origini italiane (nonno di Terni; ndr) mai era stato da noi - prosegue Mantovani - e questo, unitamente alla voglia di una esperienza diversa, meno stressante ma stimolante come plasmare una società, lo ha convinto. Anzi - va a chiudere il tecnico - vorrebbe fare un progetto a lungo termine che passi dalla formazione tecnici, al recruiting. La prossima settimana probabilmente faremo una call con lui perché vuole salutare subito i ragazzi e presentarsi».
Dario Cavaliere
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