Sconfitta giusta e rivelatrice. Ci si aggrappi al mercato
Inaccettabile. Però giusta. La sconfitta della Spal ieri con l’Alessandria si presta a una duplice chiave di giudizio.
Inaccettabile perché non si può andare due volte in vantaggio, in casa, in una partita sicuramente spartiacque (e che poteva dare una “botta” micidiale ai rivali di turno), e finire col perdere contro un avversario profondamente triste, pur se meritevole perché con i propri mezzi ha dato scacco ai biancazzurri.
Giusta in quanto la Spal ieri non ha mai dato la sensazione di essere veramente in partita (nemmeno quando si è portata avanti nel punteggio), non è sembrata squadra o non ha giocato come tale, ha espresso un calcio scolastico, didattico, concettuale ma privo di mordente, di efficacia, di idee concrete. Con un possesso palla da minimo sindacale (il 33%) l’Alessandria è andata dritta al sodo. La Spal ha subìto tre gol (in 15 minuti, tra il 23’ ed il 38’), otto tiri e sei corner in un tempo. Giocando al “Mazza”. Ove peraltro nelle ultime quattro gare ha ottenuto 2 punti (due pari e altrettanti ko di fila) su 12 disponibili e incassato ben 8 gol. Anziché prendere una china ascendente, se n’è imboccata una in discesa. E la classifica preoccupa. Vincendo ieri la Spal avrebbe fatto un bel passo, e messo a -9 l’Alessandria stessa, invece risalita ad appena -3 dai biancazzurri. Ora attesi da Cosenza, Lecce e Crotone (che ieri per fortuna ha perso). La Spal ha palesato mancanza di capacità di gestione, di lettura e di attenzione. Ha pagato (anche) il reiterato utilizzo fuori ruolo di Esposito (che infatti in Nazionale sta al centro, con Tonali sloggiato a mezz’ala); e di Colombo (decentrato come in Under 21), riducendo il potenziale bomberistico del suo unico stoccatore. Ha visto incrinata la luna di miele con la tifoseria.
Le indicazioni tecnico-tattiche sono costate la rivelatrice conferma di lacune conclamate. Non resta che aggrapparsi al mercato, auspicando che il 2 gennaio siano già a Ferrara tre o quattro potenziali titolari (un portiere, un difensore, un attaccante; forse un terzino) di valore certo.
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