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L’anno zero è questo La spesa non va rinviata

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E’ un onore e un orgoglio che la Spal possa allineare un campione come Giuseppe “Pepito” Rossi. Giocatore di classe e potenzialità straordinarie, che solo una sfortuna cosmica ha condotto, all’alba dei 35, in maglia biancazzurra. L’entusiasmo e l’umiltà sono però tra i marchi di fabbrica dei grandi, e il fatto che Rossi abbia accettato di calarsi nell’avventura spallina in serie B, lui che ha calcato i palcoscenici più prestigiosi, dimostra di che pasta siano fatti l’uomo ed il calciatore. A “Pepito” vada dunque un caloroso benvenuto: dopo un paio di settimane di allenamenti ha debuttato (in netto anticipo sulle più rosee previsioni) nei 25 minuti finali contro l’Alessandria, e oggi verrà presentato ufficialmente a lato del presidente Joe Tacopina, suo grande mentore.

Proprio il patron, da dirigente navigato ed intelligente quale è, deve però essere consapevole che alla sua Spal serve molto più di un Rossi. E lo diciamo non per sminuire l’attaccante, ci mancherebbe solo questa. Rossi, tra l’altro, sabato è stato utilizzato fuori ruolo, ma per sapere calcistico e caratteristiche sarebbe il partner ideale di Colombo, consentendo al ragazzo di fare la punta centrale e girandogli intorno. Però non si sa quando “Pepito” - dopo una lunghissima inattività - arriverà al top della condizione e potrà essere utilizzato con la dovuta continuità. Quindi, ma non solo (anzi) per la ragione appena esposta, la Spal necessita di altri innesti. Una punta, e altro ancora. Il discorso è ampio, appaiono necessari più rinforzi. Di valore ed immediatamente competitivi, utilizzabili, suscettibili di aumentare il tasso di competitività dei biancazzurri.

Sarebbero investimenti, non spese. Perché l’anno zero della Spal è questo, non il prossimo. Il comprensibile, ambizioso, giustificato, condivisibile progetto dell’assalto al ritorno in serie A passa inevitabilmente attraverso la stagione in corso. In cui bisogna consolidarsi, non rischiare di retrocedere, già che un’eventuale malaugurata caduta in C manderebbe all’aria ogni strategia tacopiniana. Dunque, s’intervenga. Subito. Adesso. Affinché - già che il quadro è ormai chiarissimo e di certo già ben preciso da tempo nella testa di professionisti dello spessore di Tarantino, Zamuner e De Franceschi - il 2 di gennaio siano immediatamente in via Copparo quelle due, tre, quattro pedine indispensabili per le sorti biancazzurre. Gente pronta, che conosca la categoria e possa tirare verso l’alto il gruppo. Patrimonializzare sarebbe l’ideale, anche in proiezione, ma se non fosse (o non lo fosse completamente) possibile, vada anche di prestiti pur di rafforzare la Spal in B.

I suoi uomini sono al lavoro, non da oggi. E lui stesso tiene contatti. Infatti, sabato (dopo la partita contro l’Alessandria) Tacopina è andato a Firenze per Fiorentina-Milan. Partita che ha seguito al fianco del suo amico Frederic Massara (d.s. rossonero) e di Paolo Maldini: magari ne ha approfittato per cavalcare l’onda lunga dell’operazione Colombo e chiedere il prestito del difensore centrale Gabbia, che avrebbe bisogno di giocare con continuità e non una volta ogni tot mesi. E non è finita lì, perché risulta che Tacopina in albergo abbia ricevuto anche emissari della Fiorentina. L’importante è che i rinforzi (al plurale) arrivino.

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