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Leka: «È stato un mezzo miracolo ma ci credevamo»

Lorenzo Montanari

Nella nuova Bondi Arena il coach sottolinea  i meriti dei suoi per aver ribaltato la sfida 

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i protagonisti

Nel giorno dell’intitolazione del “palace” a Giuseppe Bondi, la Top Secret supera Forlì grazie a una prestazione solida e tutto cuore, decisiva la tripla a 52 centesimi dalla fine di Pacher.

«Successo importante - dice l’hombre del partido -, non solamente per l’ultimo tiro: abbiamo avuto la testa giusta, nel secondo tempo soprattutto. Ci siamo aiutati, dipende tutto da noi: quando mettiamo energia, soprattutto in difesa, beh, siamo un’altra squadra, vittoria incredibile. La bomba? Volevo provare ad andare al ferro, poi avevo spazio da fuori, grazie a Dio ho realizzato. Il pubblico? Abbiamo sentito le critiche, anche noi eravamo frustrati, dico grazie a tutti i nostri tifosi che ogni domenica ci sostengono. Abbiamo dato a noi stessi un segnale importantissimo, meritiamo questa vittoria».

Coach Spiro Leka dedica i due punti al compianto Giuseppe Bondi, grande amico del Kleb: «Dobbiamo imparare a soffrire - dice il coach -, a non disunirci, giocando con intensità. Altre volte, nel momento in cui aumentava la pressione, noi facevamo un passo indietro, mentre contro Forlì, nel secondo tempo soprattutto, abbiamo combattuto come bisogna fare, facendo pure errori. Passa tutto dalla fiducia, che si aumenta con la difesa, dobbiamo capire in fretta che questo è l’atteggiamento giusto. Giuseppe Bondi, da lassù, magari ha dato una spinta in più nella bomba di Pacher, ringraziamo la famiglia per l’idea di dare il nome al palazzetto, ne siamo orgogliosi. Abbiamo ancora le rotazioni corte, abbiamo perso Filoni (uscito in stampelle per una botta al ginocchio destro, oggi gli esami; ndr) dopo il primo tempo, avevamo solo Panni come cambio degli esterni: è stato un mezzo miracolo ribaltare questa situazione. Quando Palumbo faceva canestro, noi non ci siamo disuniti, ci abbiamo creduto sempre e questa deve essere la nostra partenza. Non so se senza pubblico avremmo vinto questo tipo di gara: ringraziamo tutta la nostra gente che deve soffrire con noi, avendo pazienza, anche perché la squadra lavora e le persone sono serie. Dobbiamo stringere i denti, con la rotazione a sette non vai da nessuna parte. Nella giornata no di Vildera, Fantoni si è fatto trovare pronto, aggressivo».

Arena. Prima della gara, intitolazione del “palace” a Giuseppe Bondi. Presenti la vedova Susi Cavallini, il patron Francesco D’Auria e l’assessore allo sport Andrea Maggi. «Portiamo avanti la sua passione più grande», dice Susi Cavallini. «È un grande onore passare da MF Palace a Giuseppe Bondi Arena», chiosa D’Auria.

Lorenzo Montanari

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