“Ovali al merito sportivo” Cinque cussini premiati per l’impegno nel rugby
Ieri nella Sala Arengo sotto i riflettori i ferraresi Roncarati, Gandini, Trombetta, Fabbri e Cavaliere Tosi: «Pionieri della rinascita»
ferrara. La splendida cornice della sala Arengo ieri ha ospitato la cerimonia di premiazione degli “Ovali al merito sportivo” per la regione Emilia Romagna, le massime onorificenze della Federazione Italiana Rugby assegnate attraverso il Ciar (sua emanazione) a tesserati in virtù della loro carriera sportiva. Dei 9 premiati ben cinque erano di matrice cussina avendo svolto attività fin dagli anni ’70.
Dopo il saluto dell’assessore allo sport Andrea Maggi, padrone di casa, è stata la volta di Franco Cenobi, presidente Ciar e trait d’union fra le storie ed i personaggi del rugby di ieri che finiscono nell’albo d’oro dei premiati e quello di oggi, che – come detto nella sua presentazione - “si poggia sulla memoria del passato per farne progresso”.
Il presidente del Cus Ferrara, Giorgio Tosi, ha sottolineato come il rugby, al pari di altre sezioni pionieristiche, sia stato determinante per la rinascita del Cus Ferrara alla fine degli anni ’60. Infine il presidente del Comitato regionale della Fir Giacomo Berdondini, che ha portato il saluto del presidente Innocenti a Roma col bureau del 6 Nazioni e ha ricordato con esperienza personale, come lo sport – soprattutto quello di base – si basi sui rapporti tra le persone. «Io ho iniziato a giocare a rugby ad Alfonsine la stagione in cui la giovanile era fatta assieme al Cus. Ad allenarmi c’era proprio Silvano Roncarati e devo a lui – che è stato capace come primo allenatore di inculcarmi l’amore per questo sport – se adesso sono qui perché siedo sulla poltrona di presidente regionale». Tra ovali d’argento, d’oro e con fronda, sono stati premiati spaccati del piccolo mondo ovale nostrano e nazionale, storie che si intrecciano e che meriterebbero davvero di entrare in una enciclopedia del rugby. Massimo Giovannelli (unico assente) è stato 37 volte capitano della nazionale, nella quale vanta 60 presenze nel ruolo di terza linea e la convocazione in tre edizioni della Coppa del Mondo. Era nella nazionale di George Coste che a suon di vittorie conquistò l’ingresso al 6 Nazioni.
Erika Morri, azzurra ai mondiali del ’91 ed oggi consigliere federale, non smette di ringraziare il padre Alfredo, colonna del Bologna di un tempo premiato assieme alla figlia, per averla portata in un campo da rugby, dal quale non è praticamente più uscita. Papà Alfredo acerrimo avversario di Gianni Gandini nei derby infuocati che si giocavano all’Antistadio bolognese. A Gandini poi va il merito di aver fermato un giorno vicino al Campo Scuola due ragazzini in bicicletta, chiedendo loro se volevano provare a giocare a rugby. I ragazzini erano Silvano Roncarati e Dario Cavaliere e, allenati all’inizio proprio da Gandini, dove sono arrivati lo testimoniano gli ovali di oggi. Cavaliere e Roncarati abitavano in via Barlaam e a loro si unì ben presto un altro ragazzo della stessa via, Claudio Trombetta, che oggi ha in mano le sorti del rugby cussino. Gli allenamenti erano serali e in inverno bici e motorino non erano il massimo. Ecco che al trasporto ci pensava la Fiat 128 blu di Andrea Fabbri, che abitava nello stesso quartiere, che divenne anche allenatore della nazionale femminile ai mondiali del ’91 con Erika Morri. E il cerchio si chiude...
D.C.
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