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Spal, Pepito d’oro Sbancata Cosenza con un gol storico

Spal, Pepito d’oro Sbancata Cosenza con un gol storico

Rossi non segnava in Italia dal 6 maggio 2018 col Genoa Vittoria sofferta, meritata e basilare: sorpasso ai calabresi

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COSENZA. La notizia più attesa è arrivata al minuto tredici della ripresa. Boultan aveva svirgolato malamente regalando un angolo inatteso alla Spal. Dalla bandierina Esposito ha disegnato la parabola perfetta e Pepito Rossi, Davide tra i Golia della difesa del Cosenza, trova il tempo giusto e con la testa colpisce il pallone: traversa e gol. Il vantaggio decisivo per la Spal. Il gol dell’ennesima resurrezione per Pepito Rossi. Che l’ultimo gol in Italia lo aveva segnato il 6 maggio del 2018 con la maglia del Genoa. Allora servì a poco perché la partita finì con la vittoria esterna (3-2) della Fiorentina.

Questa volta invece il gol vale un tesoro perché i tre punti portati via da Cosenza consentono alla Spal di allungare a quattro la striscia di partite senza macchia in trasferta e portarsi a un punto dai calabresi.

Sul gol di Rossi, entrato a inizio ripresa al posto di un Colombo non in grande giornata, la squadra di mister Clotet ha costruito la propria vittoria. Fatta di sofferenza, di tanta difesa, di rischi ma anche di grandi manciate di cuore gettate sul campo per arginare la reazione rabbiosa del Cosenza.

Fino al gol di Rossi era successo poco o niente. Qualche bagliore di qua e di là, ma davvero non molto per una partita che metteva in palio punti pesanti, per un faccia a faccia in zona salvezza.

Rossi ha stappato la partita nella quale aveva provato a incidere già al 5’. Verticalizzazione per Mancosu che duetta con Melchiorri e chiama Vigorito alla parata di piede in angolo. Un guizzo. Un segnale che il Cosenza non ha percepito perché otto minuti più tardi Pepito ha piazzato la stoccata. Quella che Palmiero aveva sbagliato a porta vuota poco prima, servito da uno sciagurato rinvio di Thiam, subentrato a Seculin giusto all’inizio della ripresa.

Il portiere poco dopo ha chiuso su Gori impegnato in una profonda incursione e Clotet ha deciso di cambiare, di coprirsi perché il Cosenza specie a destra stava sfondando e rischiava di fare davvero male. Dentro quindi Peda per Melchiorri: difesa a cinque e in avanti Pepito con Seck e il sostegno saltuario di Da Riva, visto che Mancosu aveva già arretrato in mezzo al campo il proprio raggio d’azione.

L’aggressività dei padroni di casa ha costretto la Spal alle barricate ma a ben vedere Thiam non ha dovuto compiere nessun prodigio per evitare il pareggio. Certo i 10 angoli testimoniano la supremazia territoriale del Cosenza che il tiro però l’ha trovato soltanto da fuori con Gori e Venturi.

La Spal ha difeso nella propria area, lo ha fatto bene anche quando è rimasta in dieci al minuto 83 per una stupidata di Vicari, che sotto gli occhi di Maresca ha concluso un battibecco con la testa appoggiata addosso a Palmiero. Rosso diretto e Spal sulle barricate in un finale segnato da altri ingressi in campo, più o meno utili. Perché Mora s’è fatto ammonire ma dall’altra parte Millico e Pandolfi, giusto per citarne un paio, hanno fatto atto di presenza. Così, negli spiccioli di una partita vissuta intensamente per un tempo, Mancosu e soci hanno messo fuori la testa e con il palleggio hanno rotto l’assedio dei padroni di casa. Pochissimi minuti, quelli sufficienti a incamerare il primo successo con il timbro di Pepito Rossi.

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