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Pugilato. Tricolore superleggeri al Palapalestre 

Zagatti si arrende ai punti e Kaba mantiene la cintura «Prestazione sottotono»

Enrico Ferranti
Zagatti si arrende ai punti e Kaba mantiene la cintura «Prestazione sottotono»

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l’evento

Un Palapalestre gremito in ogni ordine di posti, ma nel massimo rispetto delle norme anti Covid, ha fatto da sfondo al titolo italiano dei pesi superleggeri che ha visto Daniele Zagatti (Pugilistica Padana) sfidare Arblin Kaba (Colonia Ventura), campione in carica dal 2019. E il verdetto, ai punti dopo dieci riprese, non ha premiato il ferrarese: Kaba è stato unanimemente giudicato vincente mantenendo la cintura.

L’attesa è stata spasmodica per questo match: un incontro tirato ed emozionante tra due pugili di indubbia caratura. Fin dalla prima ripresa era papabile la tensione. Kaba e Zagatti hanno onorato nel migliore dei modi le dieci riprese: l’atleta della Pugilistica Padana alla lunga ha faticato a trovare le misure contro un avversario che non è certo campione per caso. La giuria, a fine combattimento, si è espressa unanimemente confermando campione italiano Kaba. Solo nella 6ª ripresa Zagatti ha fatto barcollare alle corde l’avversario, mettendolo alle corde.

Non manca la delusione nelle parole di Zagatti: «Il match non l’ho impostato come l’avrei voluto – ha detto –, ritengo che la mia prestazione sia stata sottotono. Chiaramente non mi sono sentito inferiore, pur non avendo fatto ciò che avrei voluto: avevamo impostato un incontro, da parte mia, più tecnico invece ho faticato a trovare le misure e ne è uscita una bagarre, finendo come sappiamo». Poi un pensiero rivolto a chi ha assistito all’incontro: «Ci tengo a ringraziare il numeroso pubblico presente al Palapalestre che mi ha incitato in maniera così calorosa e i miei amici che mi sono rimasti accanto in un momento non certo positivo a livello sportivo».

«Nonostante la sconfitta di Daniele, ho avuto da lui delle risposte positive – incalza il suo allenatore, Massimiliano Duran –. Veniva da un periodo non facile in allenamento e sicuramente ha influito anche la maggiore esperienza di Arblin Kaba, ma indubbiamente Daniele avrà tutto il tempo per crescere ulteriormente anche da questo punto di vista: le sue qualità sono innegabili. A mio avviso l’arbitraggio non è stato impeccabile, ma non cerchiamo alibi. Ci siamo andati vicini, ora si tratta di continuare a lavorare sodo, come abbiamo sempre fatto, e sicuramente ci rifaremo».

Enrico Ferranti

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