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Sia Comacchiese che Mesola stanno vivendo nell’età dell’oro

Alessandro Bassi

I rossoblù al comando e hanno ripreso ad essere team trainante del territorio Castellani secondi con una società all’avanguardia che sta costruendo bene

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comacchio. Il campionato di Promozione è un territorio inesplorato o quasi, specialmente quest’anno, con le nostre cinque squadre suddivise in tre gironi diversissimi tra loro. Volendo trovare una favorita assoluta in una stagione che non prevede ripescaggi, alzi la mano chi non ha pensato alla Portuense. E tutti quelli che hanno alzato la mano, spiace dirlo, sono bugiardi. Invece, le migliori notizie vengono dal Girone E, quello romagnolo.

Ebbene: anche se ad inizio campionato le dichiarazioni erano improntate a sano realismo, solido buon senso e probabilmente ad assoluta pretattica, sia Mesola che Comacchiese partivano parlando di salvezza (anche se in pochi credevano fino in fondo a quelle dichiarazioni); ora, quando siamo a pochissimo dal giro di boa, Comacchiese e Mesola sono ai primi due posti della graduatoria. E, soprattutto, meritano fino in fondo la loro eccellente posizione di classifica. Certo, trarre dei bilanci guardando troppo avanti può portare a pesanti e spiacevoli sorprese, e ci sono diverse squadre che definire ambiziose è solo un pallido eufemismo. Ma le nostre due formazioni stanno solo raccogliendo i frutti di scelte intelligenti. Le due squadre sono partite da ragionamenti diversi.

Il Mesola voleva irrobustire una società che è stata all’avanguardia ed ora ci sta tornando. Un notevole gruppo di giocatori, tutti ampiamente sperimentati e comunque conosciuti da mister e dirigenza. Un tecnico esperto, intelligente e capace di amalgamare questo gruppo nonostante troppe difficoltà, sia pure comuni a tutti. Non a caso Frasson, fin dall’inizio, ha ricordato a tutti che si veniva praticamente da due anni di inattività, che aveva lasciato scorie, creato problemi, tolto l’amalgama. Però ha avuto a disposizione una rosa di altissimo livello, con molti giocatori che avevano già giocato in Eccellenza o comunque ad alti livelli in Veneto. E nonostante le problematiche e gli infortuni, ora i castellani sono una squadra durissima da affrontare e capace di mettere in difficoltà chiunque, con attacco pericoloso, difesa solida e centrocampo ad ottimi livelli. E consideriamo che ogni gara, in pratica, ha uno o due elementi importanti di tutti i reparti con qualche problema.

Domenica scorsa ha vinto in trasferta, sia pure su di un campo non proibitivo come quello di Castrocaro. Ma si sa che le uniche partite facili sono quelle che hai già vinto. Anzi, se il Mesola ha avuto qualche problema, quest’anno, è stato in confronti con formazioni di classifica non elevata.

E una notazione importante la merita la Comacchiese. Non perché è in testa, e nemmeno perché ha perso solo una volta, ma per il gioco. Questo gruppo è la diretta evoluzione di quello che era ripartito dalla categorie inferiori e la società ha saputo costruire una macchina da gioco, puntando su mister Oscar Cavallari anche nelle categorie inferiori, puntando sul gioco, sulla costruzione, sul lavoro.

Se l’intenzione era, prima di tutto, riconsegnare una squadra ai suoi tifosi, riportare Comacchio a trainare un territorio sul piano sportivo, crediamo che l’obiettivo sia stato raggiunto, e seguendo la giusta strada. Poi, se arrivala promozione sarebbe veramente una gran cosa, ma sarebbe solo la ciliegina sulla torta. Una torta buonissima. Anche i lagunari vengono da una vittoria contro una squadra in difficoltà (il Fratta). Ma sono queste le vittorie, apparentemente scontate, che ti portano i punti necessari.

Alessandro Bassi

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