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Casa-trasferta, gli opposti Fuori solidità e cinismo smarriti al “Mazza” Adesso serve equilibrio

Paolo Negri
Casa-trasferta, gli opposti Fuori solidità e cinismo smarriti al “Mazza” Adesso serve equilibrio

La squadra di Clotet ha dato un’aggiustata alla classifica poggiando su un rendimento esterno agli antipodi a quello registrato a Ferrara 

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il punto

Paolo Negri

Le cifre mutano in fretta. In maniera tale da rendere precipitose certe conclusioni. Tipo quella d’inizio stagione che portava ad indicare una Spal afflitta da “mal di trasferta”.

In effetti, dopo sei giornate di campionato i numeri dicevano: 3 gare casalinghe e 7 punti (vittorie con Pordenone e Vicenza con in mezzo il pareggio contro il Monza), 3 partite esterne e score nullo (sconfitte a Pisa, Reggio Calabria e Terni). Poi guardi gli ultimi sei turni ed il bilancio è questo: 3 match al “Mazza” con altrettanti scivoloni (contro Perugia, Alessandria e Lecce) a fronte di 3 confronti in trasferta conditi da... 7 punti (pareggio a Cremona, consecutivi successi a Cosenza e Crotone). Come dire che il mondo (biancazzurro) si è letteralmente ribaltato. Ed il consuntivo generale, aggiungendovi i pareggi ferraresi con Parma e Como ed i due viaggi proficui a Cittadella e Ascoli (un pari ed una vittoria) adesso parla di 20 punti complessivi in classifica frutto di 9 mattoncini interni e 11 fuori. Come dire che la Spal rende assai meglio in trasferta e la sua graduatoria sta beneficiando del cammino lontano da corso Piave.

Non solo. Sono cambiate tante cose. In primis il modo di giocare. La Spal di Cittadella ed Ascoli (rete inviolata in entrambe le circostanze); quella che nel secondo tempo di Cremona ha “congelato” il match; quella che ha espugnato Cosenza con la zuccata di Rossi e resistendo nel finale anche in dieci e non esitando a varare una difesa “a cinque” mai vista durante il regno Clotet; ed infine quella passata a Crotone mutando ancora moduli in corsa, subendo una quantità di tiri ed occasioni forse mai concesse in precedenza, affidandosi (finalmente) alle parate del portiere (Pomini, impadronitosi del ruolo) e non affacciandosi mai dalle parti di Festa dopo l’incornata di Mancosu per il 2-0 e superando indenne il recupero successivo al gol calabrese di Kargbo... Ecco, tutte queste Spal hanno mostrato una concretezza, un pragmatismo, una tenuta, una capacità di poggiare anche su difesa e contropiede e di sfruttare spazi e/o palle inattive, conquistare risultati importanti, un essere anche brutte laddove è capitato che lo fossero che hanno fruttato un percorso tale da mettere i biancazzurri in posizione di attuale sicurezza, con ben 12 punti di vantaggio sul Crotone terzultimo, 5 sul Cosenza, tenendosi ben dietro l’Alessandria, superando addirittura il Parma (ora a -1) e trovandosi ad appena una lunghezza dal Como. Insomma, una bella aggiustata alla classifica.

Evidente che ora va trovato un equilibrio casa-trasferta. Non è possibile concedere così tanti punti al “Mazza”, perché non sempre si potrà rimediare fuori. A Ferrara la Spal non è cinica come ha mostrato di essere in trasferta, ha regalato molto mancando di concretezza sia nella propria area che in quella avversaria, ha concesso spazi sia di manovra che in ripartenza smarrendo un po’ l’efficacia d’inizio stagione di quella pressione alta e costante che consentiva di recuperare subito palla ed alimentare gli attacchi, ha subìto ben 14 dei 20 gol incassati in totale (solo 6 quelli “presi” in otto gare esterne). È su questi aspetti che bisognerà lavorare. Da qui a fine mese ci sono quattro partite, di cui tre a Ferrara contro Brescia, Pisa e Benevento, tutte formazioni nelle primissime posizioni. Servirà appunto il giusto equilibrio.

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