Il Mondiale all’ultima curva Storie di duelli feroci e trionfi contro le previsioni
Per Verstappen prima gara decisiva, Hamilton ne ha già vissute cinque Dai trionfi di Fangio a quello di Rosberg, passando per il duello Lauda-Hunt
Davide Portioli
Domenica 12 dicembre sul circuito di Yas Marina ad Abu Dhabi si deciderà al fotofinish il vincitore del mondiale piloti di Formula Uno 2021. Un duello, quello tra Verstappen e Hamilton appaiati in vetta, che ha raggiunto picchi di tensione ai quali forse non eravamo più abituati.
In realtà l’olandese parte leggermente in vantaggio in virtù di un successo stagionale in più (9 contro gli 8 di Hamilton) ma del resto appare estremamente improbabile che i due siano a pari punti anche dopo l’ultima gara.
Sembra un evento eccezionale, questo ultimo, decisivo Gp. Anestetizzati da anni di dominio Mercedes (e prima Red Bull) ci dimentichiamo che in realtà l’ultima prova è stata più volte decisiva, almeno per quanto riguarda il titolo piloti. Fin dagli albori quando Juan Manuel Fangio si aggiudicò il mondiale prima con l’Alfa Romeo (’51) e poi nel ’56 (Ferrari).
Verstappen è al suo primo duello finale, Lewis Hamilton ha già vissuto questa situazione per ben 5 volte: togliendo comunque dal bilancio il mondiale 2010 (il britannico era quarto e distanziato anche se matematicamente in corsa) il suo score è di due vittorie, 2008 (sul ferrarista Massa, letteralmente all’ultima curva del Gp del Brasile) e 2014 (sul compagno di team in Mercedes Nico Rosberg); e due amarezze: l’ultima nel 2016 (battuto questa volta da Rosberg che poi si ritirerà) e al suo debutto nel 2007, quando si presentò al Gp del Brasile in testa alla classifica, ma il trionfo arrise al finlandese Kimi Raikkonen, alla sua ultima gara domenica, che diventò così nell’occasione l’ultimo pilota a vincere il mondiale con la Ferrari.
E parlando di Ferrari, rivissuto di recente grazie a un ottimo film, come non ricordare il duello tra Niki Lauda e James Hunt nel mondiale 1976? L’austriaco della Ferrari aveva già realizzato una sorta di miracolo rientrando 42 giorni dopo il rogo del Nürburgring e si presentò sul circuito del Fuji in Giappone ancora in vantaggio di tre punti sull’inglese della McLaren. Le condizioni meteo proibitive (pioggia battente e poca visibilità) però scoraggiarono Lauda che si ritirò al secondo giro; Hunt, non senza brividi, alla fine riuscì a piazzarsi terzo e a vincere il mondiale.
Ferrari costretta a masticare amaro anche nel 2010. Alonso è in testa alla classifica davanti a Webber e a Vettel, più distanziato. In gara però la Ferrari cade in un errore tattico fondamentale giocando “in marcatura” dell’australiano in occasione del pit stop. Al rientro lo spagnolo non riesce a superare Petrov (Renault) che ha una velocità di punta elevata, Vettel si invola e vince il suo primo titolo mondiale. Il tedesco si ripeterà nel 2012 sempre ai danni di Alonso e della Ferrari, ma almeno in quell’occasione il pilota Red Bull si presenta in vantaggio.
Nella sua incredibile storia la Formula Uno vanta anche due campioni del mondo all’ultima gara padre e figlio. Graham Hill (Brm) batte Jim Clark (Lotus) nel Gp del Sudafrica nel 1962 e nel ’68 (con la Lotus) Jackie Stewart (Matra); il figlio Damon nel 1996 con la Williams supera il compagno di team Jacques Villeneuve.
Grandi gioie e drammi sportivi, come quello di Nigel Mansell cui nel 1986 in Australia esplode una gomma lasciando via libera ad Alain Prost. I cui duelli “rusticani” con Ayrton Senna ricordano quelli tra Max e Lewis. In Giappone gli impatti furono però in entrambe le occasioni alla penultima gara. Che fu comunque decisiva: nel 1989 a favore di Prost, l’anno dopo a favore di Senna.
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