Clotet ha solo sicurezze: «Dobbiamo crederci Attenzione difensiva e pressing le armi giuste»
L’allenatore spallino, ex di turno, parla del Brescia e del rapporto con Cellino, ma è concentrato sulla ricerca di un risultato importante
l’intervista
Incrocio col (recente) passato per mister Pep Clotet. Che oggi pomeriggio nella bolgia del “Mazza” ritroverà la sua ex “Leonessa”, in un pomeriggio pieno di emozioni da vivere col cuore pulsante ma con la razionalità di sempre: alla ricerca dei tre punti, o comunque di un risultato positivo che bloccherebbe la striscia di sconfitte filate dei biancazzurri dentro il gioiello di Corso Piave.
Mister, che gara ci dobbiamo aspettare?
«Sia noi che il Brescia nelle ultime partite abbiamo avuto un rendimento migliore fuori casa. La Spal sta bene, ha vinto due scontri diretti, ha tenuto testa al Lecce e in classifica la posizione è buona. La dinamica del casa o trasferta, come stiamo vedendo, si alterna dentro una stagione. L’importante è essere sempre competitivi. Sarà una partita difficile contro un avversario ferito, da poco sconfitto in casa e che ha grosse potenzialità per andare in A».
I numeri esterni degli avversari sono importanti…
«Hanno vinto 6 delle ultime 8 fuori e una capacità di concretizzazione offensiva molto grande, senza correre tanti rischi. Tirano mediamente 13/14 volte, con dati simili al Lecce. Mi piacerebbe vedere una Spal che crede alle sue possibilità, dopo questa settimana di lavoro bellissima, una delle migliori fatte qui. Come sempre sarà utile stare attenti in difesa e fare un pressing corretto, che esso sia alto o fatto più nel mezzo a seconda delle situazioni».
Come vive l’attesa dell’ex?
«Penso solamente ad aiutare la mia squadra e la mia società nella ricerca dei tre punti. Non m’interessa molto il passato, anche se è bello il ricordo del lavoro fatto a Brescia con tutte le componenti che c’erano in società e con i tifosi della città. In quella situazione sono stato l’uomo giusto, ma ho semplicemente fatto il mio lavoro. Con Cellino abbiamo un rapporto da tanti anni e sia al Leeds che al Brescia si è lavorato bene: è un amico, oltre che un bravissimo presidente».
I tempo di recupero per l’infortunato Peda?
«Dopo Crotone abbiamo fatto la valutazione medica ed è stato riscontrato un piccolo trauma con stiramento dell’adduttore (primo grado; ndr). Già in questi giorni sta facendo un piccolo lavoro differenziato, non credo che i tempi saranno molto lunghi, speriamo in una sua disponibilità già prima di Natale».
Soluzioni difensive?
«Coccolo, Capradossi e Heidenreich tutti disponibili. C’è anche Nador che si sta allenando bene. Troveremo la miglior disposizione, anche tenendo conto dell’avversario».
Esposito non è una mezzala un po’ atipica?
«È chiaro che la sua posizione naturale è quella del play, come Viviani. Ma quando interpreta l’altro ruolo, lo fa comunque con le sue caratteristiche e con le istruzioni che gli vengono date».
Ultimamente gli esperti vi stanno dando una grossa mano…
«I giocatori giovani hanno entusiasmo e voglia di aprirsi un futuro. Ma l’esperienza ha un grado di valore molto alto sopratutto se messa al servizio della squadra in momenti importanti, proprio per aiutare gli elementi più giovani».
Alessio Duatti
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