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Barraud al Cus In un libro i valori etici della pallaovale

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ferrara. È durata poco più di un’ora al Kafè Bacchelli la presentazione del libro “Ma non affondo”, che racconta la storia di Aristides Barraud, 32enne ex rugbista francese, campione del mondo Under 20, rimasto coinvolto nella strage del Bataclan a Parigi nella quale - per proteggere la sorella - fece scudo col corpo subendo gravi ferite. L’incontro – organizzato dalla sezione rugby del Cus Ferrara - era visto come un momento di condivisione della “Carta dei valori” e del “Regolamento etico” per i genitori, perché il cammino tra famiglia e sport possa essere il più condiviso possibile. «Nel dopo Bataclan l’essere stato un rugbista mi ha aiutato a sopravvivere - ha detto Barraud -: ho provato a tornare in campo, ma non ce l’ho fatta e mi sono gettato in altre attività. La cosa per me importante è mandare dei segnali forti sul fatto che possiamo trasformare, tutto quello che ci capita di negativo, in positivo. Che il rugby ci insegna di non mollare mai, di andare fino alla fine lottando aiutando magari gli altri. Quando non si molla e si va fino alla fine per andare oltre la difficoltà si crea sempre qualcosa».

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