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Coach e presidente possono esultare 

Leka: «Il successo aumenta la nostra autostima» D’Auria pensa già al derby

L.M.
Leka: «Il successo aumenta la nostra autostima» D’Auria pensa già al derby

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sala stampa

Finisce in trionfo, con coach Spiro Leka e il patron Francesco D’Auria che si abbracciano felici. «Devo dire che il Pala Pentassuglia mi porta bene - dice Leka -; all’intervallo lungo, sotto di nove lunghezze, ai miei ragazzi ho detto che avevamo perso sette palloni e tirato da fuori con il 10%: significava che eravamo noi i colpevoli. Abbiamo cominciato il secondo tempo pensando alla difesa, la prima cosa che conta, poi tirando giù i rimbalzi. Abbiamo cambiato qualcosa dal punto di vista tattico, così siamo riusciti a limitare Amato e poi siamo andati in post basso: è stata quella la ricetta. Poi pure il tiro da fuori è iniziato a entrare».

«Sono contento, anche perché i miei ragazzi hanno avuto la peggior settimana dal punto di vista fisico da quando sono a Ferrara - aggiunge Leka -: ci siamo allenati grazie agli aggregati del nostro settore giovanile. Pacher non si era mai allenato, Mayfield era ancora fuori. Tanta roba, abbiamo fatto un secondo tempo di alto livello, che fa aumentare la nostra autostima. In A2 ci divertiamo, non facciamo il passo più lungo della gamba, vogliamo arrivare con calma alla massima serie, anche perché non vogliamo scomparire».

«I 30 punti subiti negli ultimi 26’ della gara? Beh, il successo è nato dalla difesa, bene pure l’approccio ai rimbalzi. In attacco abbiamo poi eliminato quelle palle perse di troppo. Ho dovuto cambiare alcune linee di passaggio, ho cambiato tre giocatori dopo un minuto e mezzo perché mi parevano spaesati, anche complice l’orario. Dobbiamo essere contenti, c’è stata una reazione. Il gruppo è unito e ci siamo fatti un regalo: oggi (ieri; ndr) è il mio onomastico e meglio non poteva andare. I sei in doppia cifra? È la nostra forza».

Gongola, il patron Francesco D’Auria. «La vittoria è nata dalla difesa - dice -; complimenti a Nardò, che ha allestito un ottimo roster. Noi siamo questi: prima una squadra fuori dal campo, poi dentro il parquet. Contentissimo di avere una panca così, prima di avere dei giocatori ho degli uomini in mezzo al campo. A Brindisi l’abbiamo dimostrato: esalto la prova di Fantoni, c’è sempre e non possiamo che essere felici. Adesso ci aspettano due gare toste: il derby che non ha bisogno di presentazione e la trasferta a Verona».

L.M.

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