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Torneo a due velocità e risorse da ottimizzare

Torneo a due velocità e risorse da ottimizzare

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Dopo 17 giornate di campionato si è capita una cosa. D’accordo che possono bastare due risultati utili per proiettarsi verso l’alto, e altrettanti negativi per scivolare giù. D’accordo che qualche risultato a sorpresa non manca mai e che per certi aspetti ogni partita ha innegabile grado di difficoltà. Ma, sostanzialmente, esiste anche una notevole disparità di valori. Non diciamo che sia un torneo diviso in due, però tra coda e testa c’è un abisso. Siamo davanti ad una clamorosa disparità di valori. Le (almeno) prime cinque sembrano (sono) di altra categoria rispetto alle (almeno) ultime cinque. Poi s’incontra un ampio ventre più o meno molle al cui interno le oscillazioni sono frequenti.

In tale contesto la Spal è di ormai facile collocazione. Nel senso che, allo stato, i biancazzurri non appaiono attrezzati per traguardi ambiziosi, diciamo pure per i play off. Al tempo stesso non sono da play out o addirittura da retrocessione, pur se conviene sempre restare ben vigili. Delle proprie cinque vittorie, la Spal ne ha conquistate quattro (nell’ordine: Pordenone, Vicenza, Cosenza e Crotone) con chi le sta dietro, dividendole equamente tra casa e trasferta. L’unico passo falso, imprevisto ed evitabile, è stato quello interno con l’Alessandria: non fosse capitato, la posizione adesso sarebbe di assoluta tranquillità.

Al tempo stesso, la Spal ha perso contro le prime tre (Pisa, Brescia e Lecce) ma ha anche saputo pareggiare con Monza, Cremonese e Cittadella ed imporsi ad Ascoli. Delle prime otto, insomma, manca solo la sfida col Benevento, che chiuderà l’andata domenica 26. Tutto ciò per dire che la squadra di Clotet, nonostante limiti, amnesie e deficitario cammino ferrarese (solo 9 punti in altrettante gare al “Mazza”) ha un qualcosa per alzare il proprio livello e quantomeno competere con chi pure ha potenziale superiore al suo. Contro lo stesso Brescia, sabato, pur con alcune difficoltà (logiche) ed alcune incongruenze (evitabili) la Spal ha retto il confronto ed ha pagato - nella ripresa - clamorosi errori (sia propri che arbitrali) senza i quali avrebbe potuto portare avanti lo 0-0 o comunque la parità (da firmare di corsa) ed in quel caso, magari, poteva poi anche scapparci la sorpresina.

La Spal ha risorse umane e progetto interessante e virtuoso. Per migliorare, per vivere senza patemi da qui a fine stagione e impostare già la prossima, deve sì ricorrere all’imminente mercato inserendo due o tre pedine di spessore, ma deve anche saper utilizzare al meglio - ottimizzare - le risorse di cui dicevamo. In particolare, i suoi uomini migliori, quelli di maggior qualità e impatto, devono essere sempre collocati nei ruoli naturali, consoni alle caratteristiche. Bisogna uscire da alcuni equivoci, come da alcuni compromessi, e pure da alcune invenzioni tattiche. Mancosu faccia sempre il trequartista, Colombo la punta centrale, Crociata la mezz’ala, Rossi la seconda punta che “gira intorno” al riferimento (che sia Colombo o Melchiorri): Pepito ha immenso sapere e qualità più che cristalline ma - soprattutto adesso - non può essere stretto nella morsa di due marcantoni.

Con semplici accorgimenti la Spal può navigare serena.

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