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Portuense “nuova” con Savut e Seri Il progetto in primis

Alessandro Bassi
Portuense “nuova” con Savut e Seri Il progetto in primis

Dopo Sow sono stati lasciati liberi anche altri tre elementi Presi i due portieri. Il d.g. Cavallari: «Resta chi ci crede»

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PORTOMAGGIORE. Alla Portuense - ci ha detto Antonio Cavallari, direttore generale dei rssoneri - abbiamo un progetto. Un progetto che non è di piccola portata. Alla Portuense, perciò, resta chi crede in questo progetto. Per questo, nelle ultime settimane, Nordi ha sostituito Sow, ed abbiamo lasciato liberi i fratelli Karapici e il portiere Turco, che hanno fatto altre scelte. Abbiamo dei ragazzi giovani che possono crescere. Possiamo vincere con i giovani a livello regionale, e farli crescere, inserendoli poco a poco e valutandoli con attenzione. Per noi è fondamentale il senso di appartenenza. Per il campionato, comunque è giusto crederci fino alla fine. Se non ci riesci, a credere di arrivare in cima, ovvio, non c'è posto per te in questa squadra».

E allora, via con un portiere nuovo, uomo esperto: Daniel Savut, guardiano di buon fisico e lunga militanza (nel suo passato, un posto nei pro a Chieti, in serie D alla Fermana e poi tanti campionati dilettanti regionali in Abruzzo e Puglia, da Notaresco a Molfetta e Terlizzi fino a Barletta). Ed a completare la rosa, sfruttando una deroga all'articolo 92, l'altro portiere Seri.

Contro il Porretta è stato proposto un efficace attacco a tre, con a centrocampo l'interessante 2003 Bonora; il centravanti era Caruso, altro 2003, affiancato da un incontenibile Filippi e dall'intelligente e tatticamente evoluto Nordi. Ed erano assenti a centrocampo, per varie ragioni, uomini importanti come Formigoni e Meli. Oltretutto, per una volta, l'implacabile Mazzoni non è riuscito a trasformare, come di solito gli riesce, una ghiotta azione. Un peccato per le due espulsioni, evitabilissime.

Adesso si tratta di ragionare in termini particolari: fare la gara su se stessi, non pensare troppo a quello che fanno le altre e puntare al massimo. Il prossimo avversario è un Trebbo che fu corsaro all'andata, in una gara in cui i rossoneri non riuscirono a trasformare una ventina di occasioni. Bisogna partire da qui. E puntare a vincere, con meno peso e forza d'urto, ma con un attacco giovane e rapidissimo. E con un Filippi così si può ancora sperare nel meglio.

Alessandro Bassi

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