«La soluzione: vietare in assoluto le multiproprietà»
Roberto Breda, ex capitano e mister dei campani: «Grande amarezza»
l’intervista
Roberto Breda, uno dei più esperti allenatori della nostra Serie B, a Salerno, dove ha ricoperto anche l’incarico di assessore allo Sport, ha lasciato un pezzo di cuore. Da capitano della formazione che, al termine di una cavalcata trionfale, conquistò la promozione nella massima serie, sfiorando, l’anno successivo, una clamorosa salvezza, esprime tutta l’amarezza per la situazione attuale della sua ex squadra: «Sono molto amareggiato, anche se la speranza è che si riesca a trovare una soluzione. Di certo quella venutasi a creare a Salerno è una situazione veramente anomala, che evidenzia un bug nella struttura del nostro calcio; bisogna fare in modo non si verifichi mai più. Per come stanno le cose, adesso ci sono solo sconfitti: i tifosi della Salernitana in primis, ma anche la nostra Federazione, che non può permettersi una situazione del genere in un campionato importante come la nostra Serie A. La soluzione potrebbe essere nello spostamento dei termini per la cessione, anche perché la Salernitana non rischia solo la retrocessione, ma addirittura la cancellazione dalla geografia del nostro calcio». Figlia anche delle proroghe degli anni passati. «Sì vero, anche se mi metto dalla parte della società che negli anni passati ha fatto investimenti importanti ed adesso si trova costretta a vendere, e deve farlo senza alcun potere contrattuale. Bisogna evitare casi come questo vietando in assoluto le multiproprietà. Perché quello della Salernitana non è un caso isolato, penso al Bari, di proprietà della famiglia De Laurentiis, la stessa che controlla il Napoli; con i pugliesi in A, si creerebbe una situazione analoga». Secondo lei come finisce? «L’eventuale esclusione dei campani sarebbe uno smacco a livello di immagine per la nostra Federazione, la soluzione potrebbe essere una proroga dei termini entro cui definire la vendita. Certo, in un momento del genere è difficile pensare ad una cessione del club, anche per la difficoltà di quantificarne il valore. Un conto è acquistare una società che milita in A, un altro se partecipa alla Serie B». Da allenatore, quanto influisce sul cammino della squadra? «È un discorso particolare, io a Salerno ho guidato una squadra che ha fatto la finale playoff in piena crisi societaria. Bisogna cercare di trasferire l’incertezza in energia positiva, anche per aiutare la società».
A.G.
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