Contraddizioni e soluzioni Una via bisogna trovarla
Se, senza l’infortunato Charpentier (bomber della squadra), il Frosinone porta in panchina Gori, Maiello, Novakovich, Casasola e Cicerelli, allora è evidente che c’è una diversità di potenziale rispetto alla Spal. Figuriamoci poi se i biancazzurri, per arrivare a ventuno (nemmeno a ventitré), portano in panca il portiere della Primavera - Rigon -, il desaparecido Spaltro ed un Piscopo nemmeno convocato per la precedente gara contro il Brescia (nonostante a referto ce ne siano andati in ventidue, quindi con un posto vacante).
Visto così il divario di forze è immenso, e sottolinea l’emergenza con cui i biancazzurri hanno vissuto la trasferta ciociara. La Spal non è il Verona, che da 0-3 a fine primo tempo a Venezia finisce poi per vincere 4-3: se a fine primo tempo perde 3-0, la squadra di Clotet poi finisce sconfitta 4-0. Epperò s’impone una doppia riflessione. La Spal a Frosinone chi aveva in campo? Allora, contiamo: Dickmann, Vicari, Capradossi, Celia (che una volta rilevato Tripaldelli ha assunto i galloni), Viviani, Mancosu e Colombo. Fanno sette abituali titolari. Aggiungiamoci che Mora e soprattutto Seck non sono dei comprimari. E che Seculin ad un certo punto era diventato il “numero uno”. Siamo a dieci. Come dire che l’unico intruso era Ellertsson, al debutto dall’inizio. Ma si è trattato di scelta tecnica: Clotet, volendo, avrebbe potuto preferirgli D’Orazio (titolare a Crotone). O adottare un altro modulo.
Posto che nessuno più e meglio dell’allenatore (che oltretutto sta portando avanti un lavoro in profondità) vede quotidianamente i suoi e può valutarne condizione e quant’altro, ed assodato che evidentemente a Frosinone si è adottato un sistema tattico con l’intento di cercare di coprire l’ampiezza del campo (cosa buona e giusta, ma poi naufragata per le difficoltà in primis di Ellertsson e conseguentemente di Celia - “puntato” da due - a sinistra, e di Dickmann sia a destra che nelle diagonali), cogliamo una contraddizione: se la Spal, viste le circostanze, era in emergenza, non sarebbe stato lecito fare ricorso all’esperienza, al carisma, alla carica, alla garra di Zuculini, e/o alla tanta serie B nelle gambe di Crociata?
È chiaro che l’interrogativo è, in parte, volontariamente provocatorio. Giusto per capire una cosa, ad esempio: arrivati alla vigilia di Natale, Zuculini cosa ci sta a fare alla Spal? Non ha raggiunto un’adeguata condizione fisica? È stato preso solo per fare un piacere al presidente? L’allenatore non lo vede? Clotet aveva battezzato che a Frosinone si dovesse giocare in quella maniera e quindi anche a fronte delle defezioni forzate non ha inteso cambiare ed affidarsi a uomini più navigati, che ovviamente avrebbero comportato un altro modulo?
Da fuori, e da profani, ci sembrano tante piccole o grandi incongruenze. Di cui bisognerà tenere conto anche nell’imminente mercato. Per rimodellare un organico in cui venga ridotto il consistente numero di giocatori inutilizzati o sottoutilizzati o considerati non utili alla causa o - di fatto - già epurati, a vantaggio dell’inserimento di un minor numero di pedine ma che possano garantire veramente un plus.
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