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Spal, i problemi vanno ben oltre l'allarme Covid

Paolo Negri
Spal, i problemi vanno ben oltre l'allarme Covid

La squadra a Frosinone ha evidenziato diverse fragilità. Ed al primo episodio contrario è letteralmente crollata

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Paolo Negri

ferrara. Metaforicamente, un Natale di meditazione. Già, la Spal riflette su tre temi principali: Covid, campo e mercato.

l’emergenza

La prima questione è semplice e articolata al tempo stesso. In casa biancazzurra si sono registrate delle positività prima della trasferta di Frosinone, poi affrontata senza cinque elementi. Per loro è naturalmente scattato l'isolamento e non potranno tornare disponibili prima di dieci giorni, se tutto andrà per il meglio. Considerando che venerdì (vigilia del match) era il 17, ipoteticamente potrebbero essere recuperati per la gara del 29 con il Pisa. Ma senza allenamenti collettivi? Più realisticamente dovrebbero essere nuovamente schierabili solo alla ripresa del campionato il 15 gennaio in casa del Pordenone. Quanto al resto dell'organico, come da protocollo è stato e verrà costantemente sottoposto ai tamponi di rito. Si spera ovviamente di no, ma se dovessero emergere nuove positività cosa accadrà?

La Spal non potrà chiedere il rinvio delle prossime due partite, entrambe al "Mazza", in primis quella del 26 contro il Benevento che chiuderà il girone d'andata. Il divieto di giocare può essere imposto solo dalle autorità sanitarie locali, come appena accaduto a Monza ove a fronte delle cinque positività rilevate in seno alla squadra biancorossa l’ATS Brianza ha determinato che «l’intero gruppo squadra è stato posto in regime di quarantena domiciliare obbligatoria, da sabato 18 dicembre a martedì 21 dicembre 2021 con conseguente divieto di partire per la trasferta di Benevento e disputare la gara Benevento-Monza, con inizio previsto alle 18.30 del 19 dicembre 2021».

Quindi bisognerà tenere costantemente monitorata l'intera situazione spallina e attenderne gli sviluppi quotidiani.

E giusto per curiosità: i prossimi due avversari della Spal, Benevento e Pisa, hanno rispettivamente visto rinviare l'ultima partita (appunto col Monza, per i sanniti) o l'hanno giocata nonostante sette assenze riconducibili al Covid (i toscani, a Cosenza).

i limiti

Secondo punto, le cose di campo. Al di là della palese emergenza venutasi a verificare, e della precarietà psicologica creata dalla tormentata vigilia, la Spal ha evidenziato preoccupanti fragilità: mentali, tecnico-tattiche, di organico. La rosa è priva di affidabili soluzioni dalla panchina, certo accentuate nel caso specifico (anche perché non c’erano nemmeno gli infortunati Latte Lath, Peda e Rossi). Ma è altrettanto evidente che dopo cinque buoni ed incoraggianti minuti iniziali, dopo un’altra ventina senza veri pericoli e di sostanziale equilibrio (nel nulla prodotto dalle due squadre) è bastato un episodio per far crollare la Spal, facile preda di casualità e/o clamorosi errori tanto individuali quanto di concetto, di lettura, di attenzione, di sistemazione in campo. La squadra ha subìto tre gol in dieci minuti e spiccioli, gli ultimi del primo tempo. È apparsa alle corde, sotto ogni punto di vista. E la partita è finita, ancor prima di riprendere (con il secondo tempo).

La strenua resistenza di Capradossi (unico baluardo difensivo), l’encomiabile prodigarsi di Viviani (sagacia tattica, taglia e cuci, e conclusioni: suoi, su punizione, gli unici due tiri nello specchio a chiamare in causa Ravaglia) e qualche guizzo di Seck (pericoloso in avvio e poi a giochi fatti), oltre al volonteroso vagare (finché è stato in campo) di un Colombo abbandonato al proprio destino, sono state le uniche annotazioni a favore. Poco, troppo poco. Anche in presenza di alibi inconfutabili.

Assenze o non assenze, Covid o non Covid, spessore degli avversari o non spessore degli avversari, la Spal anziché progredire - come lecito attendersi dopo le premesse iniziali e le convizioni maturate anche all’interno - è andata via via (nel corso delle giornate) regredendo, al punto di aver smarrito le sue peculiarità: recupero palla alto, manovra veloce e verticale, tante occasioni create, discreta tenuta.

Al di là dell’identico bottino di punti (10 e 10) i biancazzurri nelle prime 9 partite hanno segnato 13 gol e ne hanno incassati 10, mentre nelle seconde 9 sono passati rispettivamente a 9 reti realizzate e ben 16 al passivo. Evidente il fatto che la squadra abbia perso solidità, e parte della sua identità.

i rimedi

Scontato dire che i rientri faranno bene, altrettanto - se non di più - chiaro che i rimedi saranno legati soprattutto all’esito del mercato di gennaio. Con l’auspicio che, pur con le classiche difficoltà della sessione invernale, possano arrivare degli acquisti (visto che le idee sono già chiare) prima della ripresa del campionato del 15 contro il Pordenone.

E se si dovessero subordinare/legare gli innesti a partenze indispensabili per fare budget, allora si andrebbe davvero troppo lunghi. Quando invece la priorità è rafforzare il pacchetto arretrato con l’immediato inserimento di tre titolari: un portiere, un terzino ed un centrale.

Poi per il resto ci si può guardare e ci si può anche “arrangiare”. Un attaccante, o un’ala, in questo momento non sembrano francamente il primo rinforzo di cui ha bisogno la Spal. Le necessità reali sono sotto gli occhi di tutti, e lo staff tecnico-dirigenziale è sicuramente il primo ad esserne pienamente consapevole.

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