La Nuova Ferrara

Sport

Comacchiese, i “portierini” volano sotto la guida dell’intramontabile Ferroni

D.B.
Comacchiese, i “portierini” volano sotto la guida dell’intramontabile Ferroni

Il vivaio rossoblù ha un preparatore cui non servono presentazioni «La società sta lavorando bene e i ragazzi hanno voglia di imparare» 

2 MINUTI DI LETTURA





LA CURIOSITà

Tonino Ferroni non ha certo bisogno di presentazioni. Nel mondo del calcio è figura iconica, ha sempre rappresentato la comacchiesità verace abbinata alla serietà e al lavoro duro, sia quando giocava, che dopo da allenatore, preparatore dei portieri anche in club professionistici e allenatore del suo Comacchio nell’anno sfortunato (ma storico) in serie D.

Passano gli anni ma non la voglia di Ferroni di allenare i “suoi ragazzi”, i portieri della Scuola Calcio della Comacchiese, nel giro di pochi anni diventata una delle prime società in provincia per numero di tesserati. Con l’avvicinarsi del Natale Ferroni e il collega Davide Bonazza (che allena i portieri della prima squadra rossoblù) hanno deciso alla fine di un allenamento di posare tutti insieme, per inviare uno speciale messaggio augurio di Natale alle famiglie e alla loro dirigenza. «La Comacchiese sta facendo un lavoro incredibile, ha più di 200 tesserati e questo è tutto merito del presidente Francesco Cavalieri e di Mauro Bresciani, miei ex giocatori che hanno sempre dimostrato di avere la testa sulle spalle».

Ecco i giovani portieri in foto: Samuele Parmiani, Mattia Fantinuoli, Karim Mouwafaq, Matteo Arveda, Alberto Carli, Francesco Ferioli, Natan Mantovani, Cristian Statella, Gabriel Felletti, Richard Tomasi, Simone Bellotti, Alessandro Mezzogori, Federico Luciani, Riccardo Cazzola, Tommaso Fogli, Mattia Farinelli, Alex Grigatti, Edoardo Riberti e David Cariani.

IL LAVORO

Per chi conosce Ferroni, può immaginare quanto lavorano questi ragazzi... «Io sono al campo di Porto Garibaldi tre volte la settimana, a volte quattro. Un allenamento è in comune con il resto della squadra e gli altri due solo i portieri e viceversa. Ma i ragazzi sanno che io ci sono sempre, anche per allenamenti extra. Sono felice perché si divertono al campo, alla sera non vogliono più andare a casa e anche i genitori mi sembrano felici di quanto stiamo facendo. Tutto è partito due anni fa, quando è scoppiato il Covid: avevo in mente di realizzare una scuola solo per portieri e appena è stato possibile siamo partiti con grande entusiasmo e partecipazione. Oggi come una volta è importante fare attività sportiva, lo sport non va abbandonato e io ho sempre portato al campo la mentalità dei professionisti, l’obiettivo è imparare qualcosa di nuovo a ogni allenamento. E quando dopo una partita mi dicono di avere utilizzato un certo esercizio o anche aver capito l’errore commesso io sono felicissimo. I mezzi tecnici ci sono, la voglia anche, spero di vederli in prima squadra. Ah, abbiamo un motto: “Oggi si volaaa”.

D.B.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google