Mazzoni e il futuro Top Secret «Il Club dei 50 per D’Auria»
Molto più di uno sponsor: il dirigente è appagato dal presente ma guarda avanti Il presidente non può rimanere solo e invita gli imprenditori a dare un aiuto
FERRARA. Matteo Mazzoni, numero uno della Top Secret, main sponsor del Kleb, è sempre più vicino al patron biancazzurro Francesco D’Auria. Aiutandolo in molti aspetti della vita della società estense. Dopo il bellissimo successo nel derby contro Cento, Mazzoni ha fatto il punto della situazione a 360°, parlando del presente roseo e del futuro.
Derby
«Per prima cosa dico che c’è l’orgoglio di rivedere i tifosi a palazzo – racconta “mister” Top Secret -: è stato veramente bellissimo. È la prima volta che da quando siamo sponsor ho visto un palazzo quasi pieno: è stata un’emozione unica, che mi ha ripagato di tanti sacrifici fatti negli ultimi mesi. La vittoria, anche per come è venuta, è stata super: siamo stati in controllo della gara praticamente dall’inizio alla fine, a parte quel piccolo black out in cui Cento ha tentato di recuperare. C’è una doppia soddisfazione nel vedere la squadra quasi al completo in controllo del match. Mi è piaciuto molto coach Leka per le scelte tecniche che ha fatto, come del resto l’atteggiamento della squadra».
Il momento
In poco più di un mese la squadra è passata dall’ultimo al terzo posto della graduatoria. «Ci abbiamo sempre creduto, anche nei momenti difficili. Prima della vittoria contro Forlì ci siamo guardati negli occhi con il patron D’Auria: ci siamo detti che avremmo dovuto tenere duro, abbiamo dato fiducia alla squadra e a coach Leka. A posteriori credo che abbiamo fatto la scelta giusta, era necessario dare questa fiducia e i risultati li stiamo vedendo, siamo stati ripagati in pieno e ora stiamo andando a vele spiegate. Non mi sorprenderei di un successo a Verona, dico la verità».
Il 2022
«Anzitutto mi auguro di vedere il ritorno di Zampini – ha continuato Mazzoni -, questa è la prima cosa che auspico per il 2022. Con lui diventiamo undici giocatori tutti in grado di tenere il campo: squadre così complete, nel nostro girone, non ne vedo. È chiaro che ci sono altre squadre forti: Cento è molto forte, mi ha impressionato. Ma se recuperiamo Zampini, possiamo battere chiunque. Con questa mentalità ovviamente. Vedo la voglia di vincere e di impegnarsi, anche durante gli allenamenti: quando riesco a passare al palaspot, vedo dieci tigri sul campo e questo mi piace».
La società
«In questo momento siamo io e Francesco D’Auria a tenere in piedi la baracca, con l’aiuto dei nostri sponsor. A livello personale, ormai non sono solamente uno sponsor, ma pure un sostegno per il presidente. Così mi metto un po’ in mezzo e dico che molto prima di giugno, penso già alla primavera prossima, dobbiamo tirare un po’ le somme e capire che cosa vogliamo fare da grandi».
«Il mio progetto è quello di mettere al tavolo del basket almeno 50 imprenditori ferraresi doc, io lo chiamerei il “Club dei 50”, in cui tutti mettono una quota fissa accettabile per tutti. Parliamo di 50 top su Ferrara e ci sono: dovranno aiutare Francesco per gli anni a venire. Questo è il futuro che vedo, non vedo un futuro con Francesco solo al comando, anche perché sarebbe chiedere troppo a lui, che ci sta mettendo più dell’anima e del cuore».
«È bravissimo, a volte mi chiedo come faccia, ma non potrà essere lasciato solo - ribadisce Mazzoni -. Non potremo arrivare a giugno senza avere le idee chiare, questo già lo anticipo. Se arriveremo a giugno senza avere le idee chiare, a quel punto il ventaglio delle scelte diventerebbe complesso. A livello personale non mi tiro indietro, quest’anno di sicuro. Condiziono il tutto all’anno prossimo a quello che succederà la prossima primavera, a quando dovremo fare i progetti per la nuova stagione. Dico solamente che non potremo essere io, Francesco e gli sponsor che abbiamo adesso, questo di sicuro».
Amici
Alla “Bondi Arena” nelle ultime gare si sono rivisti Paolo Bruschi, Simone Colombarini, Riccardo Maiarelli, Roberto Benini, Giorgio Nani, Fabio Bulgarelli... Amici da sempre vicini alla causa cestistica ferrarese. «Mi diverto e per me è un piacere invitare gli amici ferraresi – ha chiuso Mazzoni -, che sono importanti per questa città e che hanno lasciato e stanno lasciando un’impronta. Mi fa molto piacere invitare a palazzo questi grandi imprenditori, ma senza alcun impegno. Mi piace che si divertano: da lì, beh, si può costruire qualsiasi cosa. Con il massimo del rispetto e senza insistenza. Noi non stiamo vendendo niente, non siamo dei piazzisti: vogliamo far capire che il basket è una risorsa importantissima per la città, che non potrà essere abbandonata».
Lorenzo Montanari
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